Non sono cattivo. Non sono misero. Non ho fatto niente di sbagliato.
Non sono cattivo o misero perchè in passato non potevo aiutare mia madre (padre, fratello, nonno, sorella...).
E non sono cattivo o misero, se oggi non riesco a far stare bene il mio partner (famigliare, amico, cliente,...).
Non sono egoista se penso a me stesso o se seguo i miei interessi.
Ho il diritto di avere il mio corpo, la mia espressione corporea, il mio spazzolino da denti, il mio spazio.
Ho il diritto di provare sensazioni, emozioni, sentimenti, desideri, e bisogni, di ricevere segnali dal mio corpo, di esprimere i miei pensieri.
Non ho potere o controllo su altre persone, ne’ sono responsabile per il benessere altrui.
Non posso stabilizzare, a lungo termine, qualcuno che è instabile.
Mi è stato detto di avere tale potere: questa è una bugia che oggi racconto a me stesso.
Se mi prendo la responsabilità del benessere di qualcun’ altro e cerco di cambiare i suoi sentimenti compio un’invasione che ostacola l’altro nel suo sviluppo e - nonostante la mia buona intenzione - lo rendo più dipendente.
Con Agency impedisco ciò che desidero per lui.
Non prenderò le distanze da me stesso nei momenti in cui avrò bisogno di me.
Per vivere la mia vita non è necessario essere dipendente da altri o aspettarli.
Riconoscere il fatto di essere in Agency non è una crisi, lo penso soltanto perchè non sono in contatto con me.
Agency è un’ abitudine che posso cambiare.
Ho il diritto di avere una mia vita interiore, fantasie, sogni, pensieri, speranze...
E non sono cattivo se li tengo per me e non li racconto a nessuno.
Ho il diritto di sentirmi bene: ciò non significa che sono narcisista, megalomane o egoista.
Ho il diritto alla mia anima, al mio percorso, alla mia personale comunicazione con il divino, anche se altri non concordano.
La differenza tra un’ azione compiuta con amore compassione e una fatta in Agency la riconosco ascoltando il mio corpo.
Uscire da Agency non è la fine dell’amore ma, al contrario, è il suo inizio.