La più importante legge gestaltica indica come condizione necessaria per la comprensione di una qualsiasi immagine la possibilità da parte del nostro sistema percettivo di distinguere le figure dallo sfondo.
L’organizzazione del campo percettivo in figura e sfondo fu introdotta da Edgar Rubin nel 1915 che mise in risalto come la figura emergente suole essere contraddistinta da contorni definiti, rappresenta il focus dell’attenzione ed è caricata di una maggiore energia lo sfondo, al contrario, rappresenta il resto del campo visivo ed è caratterizzato da attributi inversi a quelli menzionati per la figura emergente.
Lo sfondo ha una grande importanza, infatti, esso non scompare mai completamente dalla visione continuando a influenzare la percezione della figura.
Figura e sfondo non possono mai essere letti contemporaneamente. Lo sfondo è quella parte dell’immagine che ci appare lontana e indefinita.
L'elemento figura è scelto in base all'interesse individuale, e fino a quando permane quella motivazione, la scena apparirà organizzata in modo significativo in relazione ad essa.
Si evince che ciò per cui una persona nutre interesse, organizza la scena e le fornisce un significato (F. Perls 1969).
Immediatamente, appena la figura emergente ha ottenuto attenzione e soddisfazione, dovrebbe recede sullo sfondo e permettendo a quello che nel frattempo è diventato il più importante di diventare figura in primo piano.
Quando una o più figure rimangono in primo piano l’organismo perde la capacità di adattamento alla situazione e va in crisi.
Con la metafora, tratta dalla psicologia della forma, della figura/sfondo F. Perls rappresenta visivamente il principio dell'Autoregolazione Organismica.