Una sintetica espressione di Perls sulle concezioni filosofiche può riassumersi nella sua opinione secondo cui esistono fondamentalmente tre tipi di filosofie:
La Gestalt è molto vicino alla filosofia esistenzialistica, con la quale condivide, al di là di alcune differenze rilevanti, presupposti fondamentali, quali:
Anche a livello di intervento terapeutico "La terapia gestaltica è un approccio esistenziale, e questo significa che non ci occupiamo soltanto di trattare con i sintomi o con la struttura caratteriale, ma con l'esistenza totale della persona."
La Gestalt è, secondo Perls, centrata su principi puramente Fenomenologici:
risuona in essa il concetto di Husserl, il quale afferma “Si tratta di ritornare al discorso sulle cose, alle cose stesse, tali e quali appaiono a livello di fatti vissuti, anteriormente ad ogni elaborazione concettuale deformante”.
Questa attitudine di ricerca non propone un sistema di credenze, quanto piuttosto un modo di indagine sulla possibilità conoscitiva ed autoconoscitiva dell’uomo, riconducibile sia alle scienze dello spirito che della natura.
Secondo la Gestalt (e secondo la fenomenologia di Husserl), non è possibile “spiegare” l’uomo e quel che gli accade, rispondendo alla domanda “perché”: è invece più realistico tentare di immedesimarsi nel suo particolarissimo modo di essere-nel-mondo.
Per questo la filosofia della Gestalt non si focalizza sul perché avviene un dato evento, sul suo significato nascosto, ma sul come esso si realizza. Conta cio’ che appare (fenomeno) e non cio’ che si nasconde (noulmeno).
Conseguenza fondamentale è la valorizzazione della dimensione del presente, come la nuova dimensione temporale in cui unicamente è dato sentire, interrogarci, incontrarci.
Di qui l’attenzione per il sintomo, la gestualità, la postura, il tono di voce, oltre che per il contenuto del messaggio verbale.
Secondo la filosofia della Gestalt, è bene avvicinarci alla particolare visione del mondo della persona cui ci accostiamo attraverso le varie manifestazioni (parole, gesti, rappresentazioni, comportamenti) , per favorire i suoi processi intrinseci di sviluppo, anziché sovrapporre o imporre i nostri con tecniche più o meno autoritarie o manipolative.