La Filosofia si interroga sul senso dell’esistenza umana; non dà risposte ma ci insegna a crearci le domande, a guardare le cose da diversi punti di vista.
La storia della filosofia ci mostra come le risposte sono cambiate nel tempo, ma le domande sono sempre le stesse.
Ognuno ricerca la propria Weltanschaung (visione personale del mondo).
Le prime testimonianze di indagine filosofica si hanno nella Filosofia Greca.
I primi filosofi ricercavano l’Archè di tutte le cose, il comune denominatore: vedevano l’acqua, i fiumi, le piante, gli animali e si chiedevano “che cosa c’è al di sotto di tutto questo? Qual è il comune denominatore?” Le risposte erano semplici.
Secondo Anassimandro l’Acqua (che poi si trasforma), secondo Anassimene l’Aria.
Iniziano in questo periodo anche le prime domande sull’Uomo.
Per esempio Eraclito divide gli Uomini in Dormienti (non fanno nessuna ricerca, vivono in superficie) e i Desti (che con la ragione cercano di conoscere loro stessi e il mondo, si fanno delle domande ecc).
L’origine della filosofia viene comunemente stabilito con Platone.
Prima di lui ci sono ancora i Sofisti, cioè i Sapienti, gli Uomini che andavano in giro di luogo in luogo ad insegnare dottrine, a fare retorica, a riflettere sulla politica e sulla società.
Il Sofista più famoso è Protagora, il quale afferma che “L’Uomo è misura di tutte le cose”: non esiste una verità assoluta, ciò che è vero per me è vero.
Con i Sofisti abbiamo la scoperta del Relativismo (non esiste una verità assoluta).
In senso positivo tutto ciò è condivisibile, ma i Sofisti finirono con l’essere descritti come persone che facevano vuoti discorsi, nei quali prevale soltanto la capacità oratoria, di persuadere il proprio interlocutore con la tecnica.
Platone è il primo vero filosofo (428/427 a.C).
Scrisse numerosi dialoghi, numerose lettere ecc.
Nel primo periodo della sua filosofia mise al centro Socrate (il quale non aveva scritto nulla).
Due elementi fondamentali, connessi al Counseling:
Tra le Opere di Platone , ci soffermiamo sull’Apologia di Socrate, nella quale Socrate, condannato dalla società perché non rispettava gli dei e le leggi, si difende.
Socrate deve scegliere per sé una Pena e chiede la Morte: “la Pena è una punizione, ma io ogni volta in cui parlavo l’ho fatto seguendo quello che sentivo dentro, quindi perché devo scegliere una Pena? Scelgo piuttosto la Morte, che non è un Male (o è una notte senza sogni – e allora non è nulla – o è la migrazione dell’anima in un altro luogo). Il suo discorso termina con “E’ ora di andare, io a morire e voi a vivere. Chi dei due sia meglio, Dio solo lo sa”.
Da Socrate Platone apprende il Metodo Socratico, che ha alla base la Teoria della Reminescenza: in ognuno di noi c’è tutta la Verità, c’è tutto cio’ che ci serve per stare bene.
Attraverso il dialogo, un dialogo aperto e libero, ognuno di noi è chiamato a far affiorare la propria Verità.
Possiamo affermare con certezza che Socrate fu il primo Counselor della storia.
Altri concetti:
Altro testo importante di Platone è il De Anima (dialogo di Socrate con tre amici, Simmia, Critone e Cedone)
Vivere in pienezza significa permettere alla nostra potenza di svilupparsi, di evolvere fino a diventare Atto.
Questo del resto è anche il compito del Counselor!
Aristotele introduce alcuni principi di Logica, per esempio il Metodo Deduttivo: se ho una premessa maggiore e una premessa minore posso giungere a una conclusione (Sillogismo).
Per esempio
Questo discorso è fondamentale anche per un Counselor: è importante verificare bene la promessa: a volte per esempio incontriamo clienti che dicono “Non valgo nulla." "Nessuno mi capisce." "Tutto quello che faccio è sbagliato."
Queste premesse danno vita a ragionamenti fuorvianti.
Epicuro (306 a.C.) Felicità è liberazione dal timore.
La Filosofia deve aiutare l’Uomo a trovare la quiete dopo la tempesta, attraverso il quadruplice farmaco:
Dopo la morte di Platone viene fondata un’Accademia, nella quale si susseguono molte correnti, che danno vita a diverse teorie della conoscenza.
Prendono piede gli Scettici: l’unica forma di conoscenza è la Sospensione del Giudizio.
l’Epochè (atteggiamento della Mente per cui né accettiamo né rifiutiamo”).
Questo termine viene ripreso anche in seguito, nel periodo Medioevale con un’accezione più negativa, più pessimista.
La Filosofia Medioevale è tipica di un periodo buio, caratterizzato dall’estrema razionalità.
Il concetto di Epochè è fondamentale per un Counselor: si tratta di sospendere il giudizio, non prendere posizione, entrare in relazione con l’altro in modo curioso e neutrale, alla ricerca, senza partire dal nostro punto di vista.
Attraverso l’Epochè io imparo a rimanere sospeso, a non trarre conclusioni, lasciando cosi all’altro lo spazio utile per raccontarsi.
Filosofo e matematico francese; frase celebre: “Cogito ergo sum”.
Siamo alla fine del 1590 e Cartesio dà un nuovo spirito alla Filosofia.
Egli dice “Penso, dunque sono”: importanza dell’Uomo come Essere Pensante.
Propone anche uno scetticismo metodologico: rifiuto come falsa ogni idea di cui sono anche soltanto in dubbio.
Sottolinea come questo è il suo metodo per orientarsi nella vita, ma ognuno ha il suo.
1623 filosofo francese e importante matematico.
Ha scritto, prima di morire, i famosi “Pensieri”, nei quali analizza la condizione umana.
Si chiede “Che cos’è’Uomo, nella Natura? Un nulla in confronto all’infinito, un tutto in confronto al nulla, un qualcosa di mezzo fra il nulla e il tutto”.
Viviamo nella terra di mezzo tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, tra l’Essere spirituale (eterno) e l’Essere corporeo (temporale).
L’uomo non può sapere né ignorare totalmente.
Pascal si misura continuamente con l’eterna contraddizione dell’Uomo: “ Se si vanta l’abbasso, se si abbassa lo alzo. Lo contraddico sempre fino a che comprenda che è un Mostro incomprensibile. L’Uomo tenta di fuggire da questa situazione attraverso il Divertissement, cioè una serie di azioni che lo portano ad allontanarsi da se stesso“
Tutta l’infelicità degli Uomini proviene da una sola cosa: dal non saper stare tranquilli in una camera. Siamo in continuo movimento, per non fare i conti con la caducità della nostra esistenza, ma in realtà questo Divertissement ci impedisce di incontrare noi stessi.
Solo la Divina Pienezza può colmare questo vuoto.
Egli ricerca “il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, non il Dio dei filosofi e dei dotti”.
Questo Dio è “certezza, sentimento, gioia, pace”.
Pascal propone una scommessa:
Posso vivere come se Dio esistesse o come se non esistesse:
se vivo come se Dio non esistesse e poi Dio esiste, perdo tutto; se vivo come se Dio non esistesse e poi Dio non esiste perdo tutto (conduco una vita allo sbando ecc… e alla fine non vinco niente, tanto Dio non esiste, al massimo ho fatto male a me e agli altri);
se vivo come se Dio esistesse e poi non esiste, perdo tutto (ma almeno non faccio danni, conduco una vita dignitosa per me e per gli altri);
se vivo come se Dio esistesse e poi esiste davvero, vinco tutto: l’unico caso in cui vinco è quello in cui vivo come se Dio esistesse e Lui esiste davvero.
Quindi ha senso scommettere che Dio esista e vivere di conseguenza: è questo l’unico caso in cui posso vincere tutto.
Nel vivere come se Dio esistesse, non perdo nulla e ho solo da guadagnarci.
“Conosciamo la verità non solo con la Ragione (esprit de geometrie) ma anche col cuore (esprit de finesse).
Dualismo tra “il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”; moralità è rispettare la legge morale dentro di me, e questo può non coincidere con la Legalità.
Anche questo è un concetto fondamentale per il Counselor:
ognuno dentro di sé ha una legge morale che merita di essere rispettata e valorizzata
Sono due correnti che si intrecciano, fondamentali per la figura del Counselor.
Il concetto fondamentale della Fenomenologia è che devo mettere al centro le cose Come avvengono: non è importante andare alla ricerca del Perché, quanto capire Come un fatto avviene, Come una situazione si sviluppa.
Solo attraverso l’osservazione fenomenologica posso entrare in relazione con il Mondo circostante: questo atteggiamento è fondamentale per il Counselor, che non va alla ricerca della Causa (comprendere come una cosa avviene, come un cliente si muove in una determinata situazione; è molto più importante e liberatorio che andare alla ricerca del Perché.
La ricerca del Perché mi porta lontano, la ricerca del Come mi porta nel Qui e Ora).
Il concetto fondamentale dell’Esistenzialismo è la capacità di mettere al centro l’Uomo, con la sua fragilità, le sue contraddizioni, i suoi limiti e le sue risorse.
Ricordiamo tra gli altri Husserl, Scheller, Hartman, Sartre, Nietsche e Kierkegaard.
La Fenomenologia è una disciplina fondata da Edmund Husserl (1859 - 1938), un membro della scuola di Brentano, specificamente un discepolo sia di Franz Brentano che di Carl Stumpf.
Il movimento Fenomenologico prima e l'Esistenzialismo dopo (ivi incluso l' Ontologismo di Heidegger) furono le correnti filosofiche che tentarono di uscire dall'impasse in cui era caduto il positivismo.
L'esistenza umana ora veniva considerata irriducibile a semplice oggetto della ragione scientifica:
Benché la Fenomenologia accentui di più i valori oggettivi di tale esistenza, mentre l'Esistenzialismo quelli soggettivi.
Essa si pone in antitesi al neokantismo:
La Fenomenologia fa valere come sua parola d'ordine il "ritorno alle cose stesse"
Storia del termine Fenomenologia:
Fenomenologia ha tre significati principali nella storia della filosofia, uno desunto da hegel nel 1807, uno da husserl nel 1920, e infine uno da heidegger nel 1927:
Concetti fondamentali:
Per la Fenomenologia il Fenomeno è ciò che è immediatamente dato alla coscienza
Il pensiero deve sforzarsi di rivivere i dati immediati dell'esperienza interiore ed esteriore, nel loro momento originario, mettendo da parte ogni pregiudizio aprioristico.
Quello che essa esige dal filosofo è che egli descriva il fenomeno onestamente invece di darne interpretazioni fantastiche.
Rilevare l’essenza del fenomeno è appunto compito della Fenomenologia,
Un elemento importante che Husserl prese da Brentano è quello dell' Intenzionalità,
L'idea che la coscienza sia sempre intenzionale, cioè che sia diretta ad un oggetto, che abbia un contenuto.
Brentano definì l'intenzionalità come la caratteristica principale dei fenomeni psichici (o mentali), tramite cui essi possono essere distinti dai fenomeni fisici.
Ogni fenomeno mentale, ogni atto psicologico ha un contenuto, è diretto a qualche cosa (l' oggetto intenzionale). Ogni credere, desiderare etc. Ha un oggetto: il creduto, il desiderato.
La Fenomenologia ha avuto una profonda influenza sull'Esistenzialismo in Germania e Francia, ma anche sulle scienze cognitive odierne e nella filosofia analitica.
L'Esistenzialismo è una corrente di pensiero filosofica che ebbe forti ripercussioni nella letteratura, nelle arti e nella società.
Sviluppatasi nella prima metà del xx secolo, principalmente tra gli anni 1920 e 1930 e storicamente influenzata dagli orrori della prima guerra mondiale.
Essa ha riflettuto sulla problematicità del senso della vita, in particolare in relazione al Nichilismo, sui limiti e le possibilità della libertà individuale, e trova il suo punto focale nella domanda:
"che cos'è l'essere?"
che dominerà il pensiero dei principali filosofi del periodo: Edmund Husserl, Martin Heidegger, Jean-Paul Sartre, Karl Jaspers.
In letteratura autori Esistenzialisti furono Franz Kafka, Fëdor Michailovi? Dostoevskij ed Albert Camus.
La domanda centrale dell'Esistenzialismo "che cos'è l'essere?" può essere posta in altri modi:
“cos'è che determina la nostra esistenza?”
come si chiese Heidegger, riprendendo una questione posta da Leibniz:
"perché l'essente e non piuttosto il niente?"
Questa questione è meglio marcata nelle riflessioni di Sartre, il quale alla domanda dà tre risposte:
La prima, la più evidente, è che l'essere sia costituito dall'insieme di tutti gli esseri: cose e persone presenti nel contesto spazio-temporale in cui viviamo.
La seconda è che l'essere sia quello che sartre chiama il per-sè, cioè la nostra coscienza, il nostro io che si pone come altro rispetto al resto del mondo, è soggetto e non oggetto.
Infine può essere in-sè, ossia l'essere nelle cose e nei fenomeni che ci appaiono, negli oggetti che ci circondano, a cui però diamo un senso noi, e quindi in qualche modo derivano da noi.
L'uomo decide le direzioni che deve prendere la propria esistenza ben sapendo che la realtà è indifferente alle sue scelte, e che il suo destino è quello di ritornare nel nulla.
L'esistenza è infatti la condizione umana di essere "fuori" dal nulla,
Ma la realtà oggettiva che da sempre accompagna l'esistenza propria dell'uomo è indifferente al suo intervento relativamente al problema più eminente: la possibilità del nulla, la quale è invece, per l'Esistenzialismo, nella stessa natura dell'esistenza e del mondo.
E' all'interno di questa impotenza rispetto alla realtà, che,
“Nell'esistenza, l'uomo sceglie e decide il proprio essere" (e. severino, la filosofia contemporanea).
Kierkegaard 1813/1855
Propone la distinzione tra
In “Il Diario di un Seduttore” racconta la vita di Giovanni, un esteta alla continua ricerca del bello: Giovanni non trova mai pace, poiché si tratta di una bellezza effimera che tende sempre a svanire.
L’unico momento bello è quello della tensione tra il desiderio e la sua realizzazione, ma questo contrasto è destinato per sua natura a finire e a lasciare spazio soltanto ad una profonda angoscia.
Viviamo in angoscia perché non sappiamo scegliere ciò che conta davvero.
Filosofi della Libertà (900)
Concetto fondamentale: la Coscienza come slancio vitale che si introduce nella Materia. Il tempo della Vita, diverso dal tempo della scienza (che è simile a una collana di perle tutte uguali) assomiglia a una valanga continua: la Vita è Creazione, Libertà, Evoluzione.
Questo approccio è fondamentale per il Counselor: c’è qualcosa che va al di là della scienza, del prevedibile, del misurabile, ed è la Libertà, lo spazio vitale, l’Energia imprevedibile della Vita. Con questa dobbiamo fare i conti, come Counselor.
Importanza della Relazione: l’Io prende forma solo nella relazione con il Tu. L’Io è relazione.
Questo concetto è fondamentale per il Counselor relazionale: non siamo cellule isolate, ma viviamo in relazione con gli altri e questo influisce in modo importante sulla nostra essenza.