I Meccanismi Primari di Difesa

In psicologia si individuano tre meccanismi di controllo in situazioni critiche, definiti meccanismi primari di difesa e prodotti dai meccanismi di:

  • Negazione
  • Proiezione
  • Scissione

In realtà questi meccanismi non difendono così bene come sembrerebbe, giacché i loro esiti sono

generalmente peggiori del dolore da cui vorrebbero proteggere.

 

La Negazione

La forma più classica è la rimozione, la nullificazione dell’esperienza (es. situazioni psicologicamente molto gravi per i bambini). La struttura psichica di un bambino al di sotto dei 9 anni non regge né il lutto, né l’abuso, il che lo porta a medicare la sua personalità

• lutto -> orfano: introverso, scarsa autostima e sicurezza di sé, atteggiamento di chiusura, bisogno di riconoscimento;

• abuso -> vittima: colpa, depressione, aggressività verso il sé, depressione malinconica.

Dal lutto o dal rimpianto nascono da meccanismi di negazione.

Nella negazione si arriva addirittura a negare la propria identità, cancellando tutti i ricordi poiché non ci sono strutture a sorreggere (dietro la struttura = dolori); sono persone rassegnate, bisognose di affetto.

Le negazioni accumulate diventano pesi da portare che si ridimensionano e diventano sempre più consistenti.

Posizione dialogica del Counselor: consolazione.

Occorre consolare raccontando, facendo il possibile perché la frase mentale nell’altro venga verbalizzata, e se ne discuta insieme. Il racconto è una forma di consolazione molto utile. E’ necessario impedire che avvenga la negazione, attraverso la verbalizzazione della frase mentale formatasi, e poi consolare raccontando, cioè mostrando che ci sono delle possibilità e traducendo in positivo la depressione e la malinconia

“La negazione è una pila che invece di fare luce fa buio”.

 

La Proiezione

Attribuire agli altri i propri pensieri negativi.

È figlia di un certo bisogno di carica, tende a rendere dinamici i racconti (racconto dinamico che si proietta sull’altro).

Genera depressione auto aggressiva

Posizione dialogica del Counselor: comprensione.

Mai negare il disagio con un proiettivo, occorre assolutamente comprendere e poi partire con il lavoro. Occorre cercare di fare sentire la persona accettata e capita e poi trovare soluzioni.

A volte serve peggiorare la situazione presentata e poi iniziare a lavorare.

es. “dopo un discorso di questo tipo, io ti capisco, capisco il tuo disagio. Capisco, accetto, ma ci sono alcune cose che non vedo chiaramente, puoi spiegarmi meglio? Tu dove eri mentre…”

In questo modo si introduce il concetto di responsabilità.

 

La Scissione

Le cose vivono contemporaneamente nelle persone senza incontrarsi mai. La scissione deriva da eventi particolarmente traumatici.

Scissione, associazione e dissociazione sono elementi costanti nella nostra vita, ma diventano problematici quando non si esce mai da tali stati. Per imparare qualcosa esiste un momento preciso: ed è un attimo ci si può impiegare di più o di meno per arrivare alle associazioni che ci permettono di imparare, ma quando l’idea si è formata ed ha dato vita ad un’associazione, ecco l’attimo in cui si impara.

L’attimo è un momento di forte forza creativa, una sensazione esaltante (sempre più rara nella vita perché è sempre più raro il sapere sintetico che porta al nucleo delle cose).

La semplicità è un grande punto di arrivo nella propria vita: capire il centro delle cose e non perdersi in fronzoli, ricercare il semplice e non il complicato, chiudere i ragionamenti.

Il valore della semplicità è di enorme importanza perché fa sì che la ricerca interiore sia la base per una struttura mentale capace di estendere la propria coscienza.

Posizione dialogica del Counselor: rinforzare l’Io attraverso l’Associazione.

Essere consapevole è una presenza associativa a cui arriviamo mettendo in discussione le nostre credenze ed i nostri archetipi. Il lavoro di scissione/associazione è costante in ognuno di noi: tanto più riusciamo ad associare, tanto più rinforziamo l’identità.

Fondamentale per il Counselor è mettere in ordine la propria vita per riappropriarsi della propria identità e poter così sostenere l’identità del Cliente.