La Comunicazione Educativa

Rimprovero

Il rimprovero è una forma di comunicazione breve, saggia e responsabile.

Il rimprovero deve essere:

  • puntuale, fermo;
  • circostanziato, cioè deve riguardare un punto ben preciso;
  • non deve mai prendere di riferimento la persona, ma i suoi atti.

Il rimprovero è utile per insegnare il senso di responsabilità.

Deve essere legato a fatti concreti e non alle intenzioni o alle sensazioni. Il rimprovero non  deve riguardare il modo di essere, le persone in generale, ma deve essere circoscritto a un fatto, un comportamento. Per questo sono utili frasi come “ti stai comportando in maniera superficiale”, ma non frasi come “sei superficiale”.

Affiché il rimprovero sia efficace, è utile gerarchizzare gli obiettivi, vale a dire gli oggetti del rimprovero:

  • non è efficace rimproverare per tutto, in maniera idealistica;
  • è utile invece darsi delle priorità sulla base di valutazioni di contesto. 

Inoltre il rimprovero non può essere un atto per sfogare la rabbia: spesso si rimprovera quando non se né può più, come ultimo atto, isterico. In questo caso il rimprovero non serve più perché non lo si fa più con la voglia di migliorare e non si ha più contatto affettivo con la persona da rimproverare.

Al contrario il rimprovero deve essere fatto quando non ci si è ancora calati nella rabbia, nel risentimento; esso deve avere un senso, deve produrre qualcosa, deve fare crescere, rendere consapevoli.

Inoltre è necessario tener conto del fatto che il rimprovero fa male a chi lo riceve, ma anche a chi lo fa, quindi è necessario essere fermi, gestire bene le conseguenze del rimproverare.

E’ necessario valutare bene i rimproveri, e  non rimangiarli mai; si possono invece ricontrattare nel momento in cui si vede un miglioramento nell'altro. I rimproveri nell'adolescenza sono molto importanti: creano la struttura, gli argini. Per questo gli adolescenti hanno, più che mai, bisogno di adulti guida.


Gratificazione

L'analogia con il rimprovero è la schiettezza.

La gratifica si esprime come un apprezzamento positivo nei confronti di una cosa che una persona ha o ha fatto. E’ un complimento, circostanziato e preciso, acuto e mai formale. La gratifica è una comunicazione di cui tutti hanno bisogno, ma la comunicazione complimentosa rischia di essere inefficace e di non raggiungere l’altro.

La gratifica deve essere calda (più è affettuosa, meglio è), ed è una potente arma contro la squalifica; si deve rischiare qualcosa per gratificare con efficacia, ci si deve esporre.

Serve a rinforzare l'interiorità di una persona, e a solidificare un comportamento.


Sostegno

Il sostegno è un atto comunicativo fondato sulla discrezione e sulla disponibilità a sacrificare qualcosa di sé per favorire un'altra persona

Fa sentire la propria presenza all'altra persona.

Chi sostiene non deve mai essere troppo visibile.

A volte è silenzioso:  una presenza concreta e fiduciosa.

Il sostegno è tanto maggiore quanto meno il sostenitore è visibile.


Tranquillizzazione

Quando si tranquillizza non è importante ciò che si trasferisce, ma il modo in cui lo si trasferisce, con tranquillità, facendo in modo che le energie calino.

La tranquillizzazione è molto vicino ai sistemi ipnotici: parlata lenta, cantilenante, tono stabile, gesti che prendono l'attenzione e fanno calare le difese.

Coinvolgimento Emotivo

Il coinvolgimento emotivo è finalizzato ad aprire l'altro alla percezione di sensazioni e allo sperimentare emozioni.

Per coinvolgere emotivamente gli altri è necessario mostrarsi a loro senza inibizioni, caricarsi emotivamente ed eccitare, far sognare, improvvisarsi a raccontare una storia o una favola, costruire un'immagine. Ciò che conta è l'intensità emotiva con cui si passa il messaggio: occorre tirare fuori il nostro mondo e coinvolgere l'altro mostrando qualcosa di sé; occorre osare, esporsi, mostrarsi.

Il Coinvolgimento Emotivo è alla base della costruzione del carisma.


Insegnamento

L’insegnamento è utile per far capire le questioni alle persone.

L'insegnamento produce libertà, autonomia.

Affinché l’insegnamento sia efficace, serve una giusta distanza dalle cose, una visione panoramica, d’insieme; questa visione permette di spiegare, togliere le pieghe, le ombre, cogliere le domande prima ancora che sorgano.

E’ utile spiegare le cose nei tre stili comunicativi (simbolico, dinamico e narrativo).


Incoraggiamento

L’incoraggiamento è utile per dare alle persone coraggio, determinazione, forza e grinta.

L'incoraggiamento deve essere puro, non deve mescolarsi a critiche.

L'incoraggiamento non è democratico: è direttivo (occorre sforzare le persone nell'incoraggiamento), caloroso, affettivo. È importante valutare bene l’obiettivo prima di addentrarsi nell’incoraggiamento. Una volta iniziato va portato a termine, si deve vincere.

Terminata l'azione di incoraggiamento, occorre trasformare l'incoraggiato in ingrato: colui che è stato incoraggiato dal Counselor non deve essere grato al Counselor (altrimenti diventa dipendente) ma a se stesso.