La Conduzione dei Gruppi

Valutazione dell'Indice di conoscenza relazionale:

 

Numeratore Numero persone presenti x numero presenti meno 1

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denominatore Somma numero delle relazioni esistenti nel gruppo

 

Se il risultato è inferiore a 50 il gruppo deve ancora crescere.

Indagare sulle conoscenze nel gruppo con domande tipo:

  • di quante persone conosci almeno un famigliare?
  • di quante persone conosci il numero di cellulare?
  • con quante persone sei andato a cena?

 

Il Gruppo di Incontro

Processo: Costruire:

  • cornice
  • ambiente protetto
  • regole sulla privacy
  • conoscenza dei partecipanti
  • sospensione di giudizio
  • empatia e accoglienza
  • alleanza
  • condivisione
  • fiducia
  • sostegno
  • relazione di solidarietà

Il conduttore del gruppo (è come il portiere di una squadra di calcio)deve possedere buone capacità relazionali

La cornice

Il cerchio ed i suoi confini

La cornice e il senso del gruppo: far guardare negli occhi tutti i membri del gruppo

L'accoglienza

Il silenzio

Saper tacere, sapersi ascoltare

L’onda del silenzio

Usare il silenzio nel gruppo

Mettersi in gioco, raccontare la vita

La presentazione e la memorizzazione dei nomi.

La dichiarazione del conduttore del concreto momento che vive.

Dare spazio all'evento dell'incontro

Osservazione delle sequenze:

Quando prende corpo un'emozione?

Cosa regalo a quella persona ?

Ascolto empatico

Ascolto empatico dei movimenti dell'io: che sapore ha quella persona?

Saper reggere i pensieri interni (esercizio del grissino = i miei sentimenti fanno rumore dentro di me, come quando mastico un grissino e fuori non si sente).

Clima rarefatto e sentimenti impalpabili

Non dare indicazioni se non quella di sentire la presenza degli altri.

Imparare ad accendersi e a spegnersi.

Il senso del limite

Specificare che non siamo tenuti ad avere tutte le risposte ma ad essere persone a cui si possono fare tutte le domande.

Agire con amore: quando una persona da’ il meglio di sé non chiede nulla in cambio ma desidera essere accettato. L’altro può accettare o respingere ma non squalificare.

Il tempo

Se il gruppo lavora in intensiva ogni ora (massimo un’ora e mezza) si sospende.

I partecipanti fanno altro e alla ripresa si rifà il silenzio.

Nel corso della riunione di gruppo si deve sentire la voce di tutti i partecipanti (se qualcuno non vuole parlare, deve dichiararlo, anche solo con tre parole, ad alta voce).

Il ciclo di vita del gruppo

  • Ascolto: da 3 a 6 incontri.
  • Empatia e condivisione: da 6 a 12 incontri.
  • Operatività: da 12 a 36

Più è alto il numero e più può crescere l’emozionalità.

 

Il Gruppo di Lavoro

Il conduttore del gruppo è sempre in evidenza

Leader (iniziativa) e co-Leader (ascolto, in ombra) possono essere eletti.

L’obiettivo del gruppo è l'azione non la discussione.

Si possono organizzare solo le questioni in cui c'è già una piattaforma comune.

Il gruppo di lavoro inizia sempre con una relazione e con l'o.d.g.

La cornice

La cornice del gruppo varia in funzione dell'unità di intenti.

Il gruppo di lavoro deve essere difeso dai demotivatori.

Basta un demotivatore per far sgonfiare la pressione operativa.

L'unità

Il gruppo di lavoro deve essere preceduto da unità di gruppo di discussione, comunicazione o formazione. Un gruppo di lavoro si sfalda quando non c'è unità di intenti, si trasforma in gruppo di discussione e differenzia gli interventi (politica) Tanto più la discussione è accesa, tanto più deve essere formalmente verbalizzata in modo puntuale ma "incolore".

Obiettivi e partecipazione

Non può esserci partecipazione se non vi è incertezza rispetto all'esito.

Su ogni singolo punto è necessario si attui un giro di opinioni.

Divisione dei compiti

Un gruppo di lavoro che non divida i compiti è un gruppo inefficace.

Ogni compito (lavoro) contiene sforzo di auto-motivazione, impegno responsabile e fatica da sopportare, produce ricavi oggettivabili, ricavi di autostima e ricavi di immagine.

Il ricavo del gruppo non può prescindere dai ricavi di ogni singola persona.

Verifica del lavoro

La verifica non è un processo formale, se è impostata in tal modo diventa persecutoria. La prima verifica è "il clima" del gruppo di lavoro che esprime il gradimento dei risultati ottenuti.

La verifica è innanzitutto comunicazione del lavoro fatto e socializzazione dei risultati evitare i capri espiatori interni.

Distribuzione delle gratificazioni e delle ricompense

Il gruppo di lavoro non è il luogo della critica ma è quello dell'emersione delle ricompense estrinseche ed intrinseche.

Il brain storming (tempesta di idee) può essere usato anche per gestire gli insuccessi (al termine il conduttore chiude registrando ciò che nell’insuccesso vi è di positivo).

Il tempo

I momenti di gruppo di lavoro devono essere brevi.

Se la discussione e la divisione dei compiti su un singolo punto ha oltrepassato la mezz'ora il gruppo fa una pausa di rilassamento.

Smantellamento del gruppo

Il gruppo di lavoro non è mai una struttura stabile, esso è sempre costituito per la realizzazione di uno o più compiti: il conduttore deve anticipare la chiusura dei rapporti e smantellare il gruppo prima del suo irrigidimento, saper dare tagli netti mettendo in evidenza le relazioni positive ed operative ancora esistenti.

Ricostruzione del gruppo

I cicli di vita del gruppo sono plurimi e per ciascuno sono necessarie l'animazione e la motivazione. La motivazione è l'innalzamento dell'energia grippale.

 

Il Gruppo di Formazione

Il conduttore è esterno al gruppo

Il compito del conduttore è quello di aumentare la discussione, la comunicazione e l’apprendimento dei partecipanti.

L’obiettivo del gruppo non è l'azione, la discussione interna non deve essere rivolta ad uno scopo.

Si produce formazione solo se si attua il cambiamento del punto di vista dei partecipanti.

La cornice

Il gruppo di formazione vive sulla comunanza dei bisogni formativi e di cambiamento dei partecipanti. La cornice del gruppo varia in funzione della personalità collettiva dei partecipanti.

Il clima formativo

Il gruppo di formazione deve entrare in un clima di possibilità di cambiamento del punto di

vista personale. Il gruppo si assesta su un clima medio possibile.

Comunicazione e informazione

Non può esserci formazione senza ricognizione dei bisogni formativi anche attuata attraverso indicatori percettivi e dialogici. La comunicazione può variare solo per sottogruppi.

L'interattività possibile

Un gruppo di formazione interagisce con il formatore e al suo interno con dinamiche diverse a seconda della personalità collettiva (p.c.) dei partecipanti:

  • la p.c. di Controllo ha bisogno di dinamica di gruppo
  • la p.c. Affiliativa  ha bisogno di differenziazione
  • la p.c. di Attivazione ha bisogno di orientamento e ristrutturazione reticolare interna
  • la p.c. Fusionale ha bisogno di controllo e stabilità
  • la p.c. Dissolvente ha bisogno di motivazione

I percorsi personali e i percorsi di gruppo

Non c'è correlazione immediata tra gli uni e gli altri.

Il rispecchiamento collettivo

Gli esiti della formazione sono verificabili solo dopo la formazione.

E’ indispensabile favorire comunque il rispecchiamento mediante testimonianze personali.

Il tempo

Non ci sono regole generali per la gestione di processi formativi.

Le regole valgono per i singoli itinerari.

Ogni itinerario deve possedere una fase di p.c. di affiliazione, conoscenza tra i partecipanti ed emersione bisogni formativi (può essere facilmente utilizzato il gruppo di incontro), una fase di p.c. Fusionale (mediante momenti di intensità emozionale) ed una fase di p.c. di differenziazione (per la gestione dello scioglimento dell'itinerario).

All'interno dell'itinerario possono essere attuati gruppi di lavoro (p.c. di motivazione), momenti di p.c. di dissolvenza, momenti di p.c. organizzazione e controllo equilibrati da situazioni di amorfità.

Processualità formativa e dinamica di gruppo

Il gruppo di formazione cambia stadio mediante la dinamica di gruppo.

La dinamica può far diminuire il numero dei partecipanti.

I processi espansivi a cascata sono possibili costruendo per i partecipanti p.c. adeguate ai bisogni.

Formazione e servizi alle persone

La formazione è un servizio educativo alle persone che avviene all'interno di contesti esperienziali.

Il servizio consiste nel favorire il processo permanente di allargamento del personale punto di vista sul mondo, sugli altri e sul sé.

 

I Gruppi A.M.A.

Il ruolo del facilitatore

Il facilitatore nei gruppi di auto mutuo aiuto è colui che facilita la comunicazione e crea relazione.

E’ una persona che ha già elaborato il tema trattato e continua a rimanere nel gruppo per aiutare gli altri in questo percorso. Attraverso la narrazione della propria esperienza (che significa raccontare come lui ha affrontato la situazione) può offrire agli altri l'acquisizione di un diverso punto di vista.

Il facilitatore non è un né uno psicoterapeuta, né un Counselor, ma ha frequentato un corso di formazione per diventare facilitatore del gruppo ama.

Durante il corso ha acquisito degli strumenti per migliorare le abilità relazionali quali:

  • la comunicazione verbale e non verbale,( prossemica, distanza pause ecc....)
  • il ruolo delle emozioni nella comunicazione,
  • la comunicazione empatica,
  • la modalità di comunicazione (sostenente, tranquillizzante, motivazionale)
  • l'importanza del contenuto della comunicazione, la capacità di ascolto
  • la capacità di osservazione, la capacità di stare nel qui e ora,
  • la consapevolezza.

Il facilitatore partecipa a dei gruppi di super-visone, dove porta il proprio vissuto e le eventuali difficoltà riscontrate nei gruppi ama (per esempio una persona parla troppo, una persona non parla per niente, ha un elevato livello di rabbia, non avvisa mai quando non partecipa al gruppo, cerca di dare consigli ai nuovi arrivati, è nato un conflitto tra le persone, vengono fatti dei pettegolezzi). Il supervisore dopo aver raccolto le dinamiche relazionali emergenti ne restituisce un’elaborazione riconducendole all'applicazione delle regole dei gruppi ama.

 

Il Gruppo di Formazione In Counseling Relazionale

Il gruppo di Formazione in Counseling Relazionale è un particolare tipo di gruppo in quanto è, contemporaneamente, un gruppo di Lavoro, un gruppo di Crescita Personale e un gruppo di Formazione.

Stare nel gruppo di Formazione in Counseling Relazionale significa assumersi precise responsabilità nei confronti dei compagni e dei formatori.

Il Corsista deve poter reggere lo stress derivante dal fare del lavoro su di sé per poi ricondurre il medesimo in termini di formazione e apprendimento. E’ questa una caratteristica necessaria per l’ammissione alla formazione in Counseling.

Qualora, per motivi contingenti o situazioni di vita particolari, la persona non sia in grado di reggere tale stress dovrà, per il suo bene, e per il bene del gruppo stesso, accettare di sospendere il percorso di Formazione fino a quando non sia nuovamente in grado di stare nel gruppo mettendo a disposizione i propri vissuti per farli divenire vero e proprio strumento di Formazione e di crescita personale per se e per i compagni.

Essere gruppo, vero e proprio organismo che è di più e diverso dalla somma dei suoi membri, non è una questione di tempi o di lunghe conoscenze, di amicizia, ma è una disponibilità ad accettare le differenze, a sospendere il giudizio, a essere consapevoli della propria comunicazione sia verbale che non verbale. Significa sviluppare valori quali senso di appartenenza, responsabilità, affettività, attenzione, presenza, rispetto, solidarietà, fiducia.

Far parte del gruppo significa mantenere il proprio confine e la propria autonomia rimanendo nella relazione, significa saper accogliere, integrare, coinvolgere, sostenere, dare e saper ricevere, imparare a chiedere senza pretendere, reggere l’imbarazzo di essere al centro e la frustrazione di rimanere sullo sfondo.

Il gruppo è il luogo dove si può imparare a essere, per questo in questo tipo di Formazione le dinamiche di gruppo sono così importanti.