La Gestalt inconcluse

Perls prese spunto da alcuni interessanti esperimenti, i quali mostravano come figure mancanti di tratti di delimitazione tendessero a essere completate dall’atto percettivo, che si configurava pertanto non come una funzione unicamente passiva ed elementare, ma come una funzione capace di organizzare attivamente i dati sensoriali, grazie ad una capacità intrinseca non necessariamente derivata dall’esperienza.

L’elemento innovativo introdotto da Perls fu quello di estrapolare questo principio applicandolo ad una dimensione esistenziale ed evolutiva dell’individuo.

 

La qualità più importante e interessante di una Gestalt (Figura) è la sua dinamica, vale a dire la necessità imperiosa che essa possiede di chiudersi e completarsi. 

Una situazione inconclusa (Gestalt inconclusa) polarizza una carica di energia destinata appunto a completarla, rendendo la stessa energia indisponibile per altri tipi di esperienza.

Il mancato completamento della situazione precedente comporta quindi un ripresentarsi meccanico della situazione stessa anche in luoghi e tempi successivi, interferendo così con la possibilità dell’individuo di entrare efficacemente in contatto con i contesti in cui di volta in volta viene a trovarsi.


L’individuo nevrotico evidenzierebbe, a un’osservazione accorta dei suoi gesti e delle sue modalità di interazione, un frequente ripresentarsi di situazioni di blocco e di auto-interferenza.

Anziché cercare di riesumare i resti mal rintracciabili di un più o meno remoto passato, sarà sufficiente analizzare la struttura interna del modo attuale di relazionarsi all’ambiente (e a sé stesso) per far emergere i meccanismi di autolimitazione e le fantasie che a livello più o meno consapevole li sostengono.


Il comportamento o movimento che porta al contatto con i propri bisogni corporei e al loro soddisfacimento, favorisce il completamento della figura, in seguito al quale può aver luogo il ritiro dal contatto e quindi il dissolversi di quella figura nello sfondo. Quando, durante l’arco della vita, siano lasciate più Gestalt inconcluse, la persona perde la capacità di essere centrata e integra; è  possibile che essa abbia accumulato molti vissuti, che non sono diventati esperienza poiché non elaborati alla luce della consapevolezza.


Il Counseling Relazionale offre alla persona l’opportunità di entrare in contatto intellettivo, emotivo e corporeo, con questi vissuti permettendo così la chiusura di quelle Gestalt incomplete che mantengono la persona in una situazione di difficoltà e frammentazione.