La Gestalt

Per citare Walter Kempler "La Gestalt, anche se formalmente si presenta come un tipo specifico di psicoterapia, si fonda in realtà su principi che possiamo considerare come una solida forma di vita. In altre parole è innanzitutto una filosofia, uno stile di vita".

 

La Gestalt ha radici nella filosofia fenomenologica ed esistenziale e nella Teoria della Gestalt, ma non appartiene né alla psicologia né alla filosofia, bensì all’arte dello stare in relazione.

 

Principi fondamentali:

 

La focalizzazione sul presente: il "qui e ora" permette la ricerca della verità soggettiva concentrandosi sull'esperienza immediata e astenendosi da dogmi o presupposti.

Il punto di vista fenomenologico (il fenomeno è l’immediato oggetto della percezione) secondo cui la realtà non è veramente individuabile, ma è percepibile solo attraverso la propria visione soggettiva: è la mia realtà, è il mio vissuto soggettivo.

Questo è il messaggio più rivoluzionario che ci ha trasmesso Edmund Husserl, padre della fenomenologia e probabilmente anche il vero padre della psicologia umanistica: in sostanza egli afferma che l'unica verità per la nostra coscienza è il nostro vissuto soggettivo.

Il diritto alla soggettività per estensione comprende l’accettazione di come siamo, in quanto individui unici e irripetibili, ci rassicura sul fatto che abbiamo talvolta il diritto di essere angosciati, nauseati, confusi, con il senso del vuoto e del nulla.

L’osservazione neutrale e la sospensione del giudizio: i “come”, ovvero la descrizione dell’evento, ci procurano più informazioni dei “perché”, delle spiegazioni e delle interpretazioni.

La nozione di responsabilità personale: in molti casi abbiamo la possibilità di scegliere la strada che vogliamo percorrere, il diritto di vivere la vita che vogliamo vivere, così come di decidere del nostro destino. Possiamo non seguire passivamente valori proposti da altri, ma assumere un atteggiamento critico e decidere se farli nostri o rifiutarli.

Inoltre se da una parte dobbiamo darci da fare per migliorare la nostra vita, dall'altra è necessario accettare ciò che ci accade, riconoscendo anche alla nostra esperienza di malessere una sua utilità e uno scopo evolutivo.

Paradossalmente, accettare il proprio sintomo è una via per il suo superamento.

Secondo F. Perls “l’unico cambiamento che va verso il ben-essere è imparare a essere esattamente come siamo.”