Carl Gustav Jung definisce Persona tutti gli aspetti esteriori relativi all'essere umano.
La Persona è, per Jung, come affermavano anticamente i Greci, la “maschera che ognuno di noi porta”; essa viene determinata dal ruolo che l’individuo occupa all'interno della società.
Tuttavia, nello stesso modo in cui esiste l'esteriore esiste l'interiore: alla Persona si contrappone l'Ombra, ovvero, l'inconscio, che instaura con questa un relazione compensatoria, come lo Yin e lo Yang, il bene e il male.
Più grande è la Persona, più forte sarà l'Ombra.
Jung ritiene che la Persona e l'Ombra appartengono alle funzioni della psiche, ma mentre la Persona si trova su un piano di realtà, l'Ombra viene collocata su un piano metafisico: questo la rende difficile da analizzare e risolvere.
La natura dell'Ombra
Jung ritiene che l'essere umano deleghi all'Ombra tutto ciò che reputa negativo: l'Ombra diventa il crogiuolo di tutti i sentimenti umani che generano senso di colpa, vergogna, dolore, perversione e quanto secondo il Super Io è degno di essere giudicato ed escluso. Carl Gustav Jung relega l'Ombra alla dimensione inconscia, perché solo se alienata dalla coscienza dà all'uomo la sensazione di una qualche integrità morale e salvaguarda la pulizia dell'Io.
Per conoscere realmente chi si è, dice Jung, bisogna partire dal riconoscere che in sé esiste anche l'Ombra e che tutta l'oscurità che noi riconosciamo intorno a noi, in realtà, vive innanzitutto dentro di noi. Ma tutto questo, come ricorda Aldo Carotenuto, produce un gran quantitativo di resistenza che è difficile smantellare.
Il paradosso dell'Ombra
Secondo Jung, più tendiamo a mantenere l'Ombra in una dimensione inconscia, più questa cresce, si amplia, diventa vorace e acquista potere.
L'Ombra, se rimane isolata dalla totalità, porta progressivamente ad una destrutturazione della Persona e alimenta nell'essere umano una distruttività tale da boicottare e rovinare se stesso e le sue relazioni: il mondo comincia sempre di più ad essere guardato ed interpretato attraverso lenti alterate e malate che ne distorcono la forma e portano l’individuo alla destrutturazione e all'annientamento.
L'Ombra e i sogni
Jung ritiene che i sogni siano un portale con l'Ombra: i personaggi, gli Antagonisti, le figure che costruiamo e incontriamo nelle nostre immagini oniriche sono immagini di noi stessi con le quali, a livello cosciente, non siamo in contatto.
Se ben interpretati e analizzati, dice Jung, i sogni possono aiutarci a conoscere la nostra Ombra e ad integrarla nella nostra psiche. Venire in contatto con l'Ombra significa dare il via ad un processo trasformativo che porta l'essere umano ad individuarsi.
Ricordiamoci che, come dice Jung, tanto più siamo Angeli, tanto più siamo Diavoli, e con questo dobbiamo farci i conti.