La Teoria paradossale del cambiamento -  Beisser

Arnold Beisser 1970

 

Beisser afferma: “Il cambiamento accade quando iniziamo ad essere quello che siamo e non quando si tenta di essere ciò che non siamo”.

Il cambiamento avviene solo quando una persona diventa cosciente di sé, dei propri bisogni, della propria situazione di vita, e li accetta. Il mantenimento di un divario tra ciò che una persona è e ciò che vorrebbe essere è un impedimento a un cambiamento reale.

Le persone esprimono chiaramente la loro necessità di cambiamento comunicando pensieri del tipo: "come sarebbe bello se…”, “se avessi”, “quando sarò ricco…”; oppure esprimono lamentele e auto-accuse “come sono stupido/sfortunato”, “vengo da una famiglia povera”, “sto male”, “il lavoro non va”. Alcune persone si prendono la briga di andare oltre le parole (pensate o dette) inserendo volontariamente nella propria vita dosi più o meno massicce di cambiamento: cambiano lavoro, fidanzata, città, naso, sport; eppure non cambiano realmente.

E’ come se questi cambiamenti iniettati nella propria vita riguardassero qualcun altro: sono dei cambiamenti apparenti che conducono scarsa soddisfazione.

L’energia necessaria per attivare un cambiamento reale resta intrappolata nell’operazione costante ed estenuante di mantenere aperto il divario tra ciò che si è e ciò che si dovrebbe essere.

 

Il Cambiamento Paradossale è quello sperimentato da chi sospende ogni tentativo conscio di cambiare: lasciando cadere le aspettative e i giudizi, il divario tra ciò che dovrebbe essere e ciò che è diminuisce fino a scomparire, e si ritrova una quiete profonda. Il cambiamento può finalmente avvenire.

 

Le teorie psicodinamiche usano espedienti come i sogni, libere associazioni, il transfert, e le interpretazioni per raggiungere degli insight che a loro volta potrebbero portare al cambiamento.

I  terapisti comportamentali premiano o puniscono comportamenti in modo da modificarli.

 

Il Counseling Relazionale crede nell’incoraggiamento del cliente e lo esorta a diventare qualunque cosa stia sperimentando in quell’istante (identificazione); ritiene, come Proust, che “per guarire una sofferenza bisogna viverla pienamente.” Il Counseling Relazionale, tramite l’ascolto, la sospensione di giudizio, l’accettazione incondizionata e l’identificazione con le parti che si vogliono cambiare, permette al cliente di stare in contatto della situazione presentata come critica nel modo più completo possibile – vale a dire pensieri, emozioni e percezioni - osservando quello che c’è, senza altro aggiungere. Il Cambiamento - la trasformazione di emozioni ritenute pericolose in risorse, il mutamento di stati d’animo faticosi da sostenere - avviene prestandovi attenzione nel momento presente, quando sono accettati per come sono nel momento presente.

 

Condizione fondamentale per il cambiamento interiore:

io mi accetto come sono (accettazione) nel momento (contatto).

 

L’esperienza ha mostrato che quando il cliente si identifica con il frammento alienato, l’integrazione avviene. Perciò dall’essere pienamente quello che si è, si può diventare qualcun altro.

La vita stessa di Perls, più ancora delle tesi da lui propugnate, è forse l’esempio più significativo di come la follia, l’angoscia, la passione, la fantasia ed anche il fallimento, una volta vissuti fino in fondo e non mistificati, possano in qualche modo tradursi in consapevolezza, cruda valutazione della realtà e quindi, grazie ad una spinta evolutiva di cui potenzialmente ogni essere dispone, tradursi in un incontro col mondo e con sé stessi che non esclude la gioia, la creatività, l’esperienza del vivere.

 

"Sono io che attribuisco un senso ad ogni atto della mia vita e se desidero cambiare, lo faccio restando me stesso, me stesso in un altro modo e non un altro diverso da me".

Arnold Beisser

 

Il Counselor stesso è qualcuno che non ricerca un cambiamento, ma cerca solamente di essere quello che è. La diffusa abitudine del cliente di inserire il Counselor in uno degli stereotipi di persone conosciute come sostenenti  (l’amico, il salvatore, il maestro) genera confusione nella relazione; il contatto pieno si raggiunge quando entrambi possono rimanere se stessi restando in contatto intimo l’uno con l’altro.

 

Il Counselor dal canto suo si muove e cambia quando cerca di essere se stesso mentre è con l’altra persona. Questo tipo di interazione reciproca porta alla possibilità che, probabilmente, più il Counselor cambia più diventa efficace; quando è aperto a cambiare, avrà l’impatto più forte sul suo cliente.

 

L’aspetto sociale di questa Teoria

I campi d’interesse del Counseling Relazionale da sempre si allargano, con la ricerca, anche oltre l’area individuale.

Gli approcci pedagogici che si rivolgono verso il passato e la storia individuale, lo fanno con il presupposto che un individuo, una volta risolte le questioni intorno ad un evento traumatico personale, sarà preparato per sempre ad affrontare il mondo considerato come un ordinamento stabile.

 

In una società in continuo cambiamento, l’individuo, confrontandosi con un sistema pluralistico, multilaterale in trasformazione, deve mantenere la propria stabilità tramite un approccio che gli permetta di muoversi in modo dinamico ed elastico adatto ai tempi; non può più farlo con ideologie diventate obsolete, ma deve sviluppare capacità di adattamento e flessibilità.

 

Lo scopo della consulenza di Counseling non è quella di sviluppare una buona personalità fissa ma di rendere la persona capace di muoversi con i tempi mantenendo la stabilità individuale.

 

Oggi elementi inconciliabili, non integrati e ostili, rappresentano la principale minaccia per la società, come altrettanto lo sono per l’individuo stesso.

La separazione degli anziani dai giovani, dei ricchi dai poveri, dei neri dai bianchi, degli accademici dagli operai ecc., ognuno diviso dall’altro da gap generazionali, geografici o sociali, è una minaccia per la sopravvivenza dell’umanità.

La Teoria del Cambiamento è applicabile ai sistemi sociali, dove un cambiamento ordinato potrà portare nella direzione dell’integrazione e dell’olismo.

Sarà necessario prendere consapevolezza che esiste un sistema frammentato e alienato, accettarlo come un contraccolpo legittimo dovuto ai grandi e repentini mutamenti avvenuti negli ultimi 40/50 anni: in questa accettazione risiedono una possibilità di trasformazione, miglioramento e integrazione.