le fasi della Sessione di Consulenza

Le principali fasi del Colloquio di Consulenza:

 

Prima fase: preparazione del luogo destinato al Colloquio

si svolge prima che il cliente entri nel luogo destinato al Colloquio. Deve essere un “ambiente protetto”, lontano dal transito di gente estranea, possibilmente poco rumoroso.

Il luogo destinato al Colloquio può anche essere scelto in base al tema da trattare e a seconda del fatto che si presuma di lavorare solamente con il verbale o che vengano proposti esercizi di movimento.

Solitamente il luogo destinato al Colloquio è una stanza, ma la Sessione può anche svolgersi all'aperto, nella natura, avendo comunque l'accortezza che sia un luogo "Intimo"  in modo da evitare eccessive distrazioni.

In questa prima fase ci si deve occupare della preparazione della cornice dell'Incontro: 

  • preparare il luogo in modo da sentirsi a proprio agio
  • posizionare le sedie in modo che sia possibile un qualche movimento per il raggiungimento della distanza relazionale "giusta" tra Counselor e cliente. Sono consigliate sedie con bracioli, facilmente spostabili 
  • è importante creare un ambiente confortevole e accogliente per sé e per la persona che condividerà questo spazio.

Seconda fase: occuparsi della propria centratura

  • prendersi un tempo per una breve tecnica di Meditazione e rilassamento
  • definire il proprio stato d'animo e umore del momento cercando di mettere a fuoco le eventuali interferenze che potrebbe generare nel colloquio. Qualora si ritenesse che la propria condizione psicofisica possa avere influenza sulla sessione si consiglia di palesarlo al cliente all' inizio della sessione.
  • fare una ricapitolazione della posizione del cliente. All' inizio della professione è opportuno prendere appunti, ma non durante la sessione bensì alla fine della stessa in assenza del cliente.

Terza fase nel caso di primo Incontro

Il primo Incontro è il più importante ed il più difficile. Si tratta di costruire rapport il più velocemente possibile con il cliente e guadagnare un primo spazio di fiducia.

Accoglienza:

  • lasciare che il cliente si presenti, ci comunichi come è arrivato a noi e quello che, a grandi linee, è ciò di cui vuole parlare.

Con un profondo respiro interrompere il discorso del cliente con gentilezza per fare spazio ad una fase di presentazione e accreditamento:

  • chi sono
  • quale sono le specifiche della Professione che svolgo
  • cosa non sono (psicologo, psicoterapeuta, medico ecc.) 
  • cosa non faccio (cure, prescrizioni, diagnosi ecc.)
  • sottolineare che si opera sotto segreto professionale
  • quali possono essere gli intenti con cui potrò prendere in carico il cliente
  • esplicitare che a fine sessione si dovrà dedicare una decina di minuti per compilare un contratto di Prestazione Professionale che riporterà per iscritto quanto verbalmente spiegato
  • accertarsi che sia chiaro per il cliente quanto espresso ed eventualmente riprendere qualche concetto poco chiaro.

Lasciar nuovamente parlare il cliente e mettere meglio a fuoco la domanda esplicita.

Se si ritiene che il tema presentato sia di nostra competenza fare una previsione del numero di sessioni si ritengono necessarie allo sviluppo del tema stesso.

Esplicitare il costo di ogni sessione, la durata dell'Incontro. Accertarsi che il cliente accetti la proposta e come preannunciato passare allo svolgimento delle pratiche necessarie (consenso al trattamento dati e Contratto di consulenza)

 

Dopo il passaggio burocratico (o comunque alla conclusione del colloquio) riprendere contatto con il cliente ed informarsi sul suo stato emotivo in quel preciso momento, concordare il prossimo appuntamento o accordarsi in merito al risultato ottenuto dal cliente in relazione all' invio fatto.

 

variante

Se invece si ritiene che il tema presentato sia di competenza di altro professionista allora è il momento di fare l'invio.

Ci sono infatti diversi motivi per cui ciò possa non verificarsi e, se tali motivi si palesano, nel primo incontro o nei successivi, si farà un invio ad altre figure specifiche.

Si può e si deve inviare ad altri il cliente:

  • nel caso di una patologia o di un disturbo che rientrino nella sfera di competenza di altri professionisti.
  • nel caso che semplicemente il tema che il cliente porta, seppur lecito, sia in grave contrasto con la morale del professionistaOlistico o non sia di suo interesse.

l’invio può essere fatto verso figure professionali come:

  • psicologo (colui che può gestire determinati casi ed è in grado di fare diagnosi)
  • psicoterapeuta (colui che può gestire determinati casi, ma non può prescrivere farmaci)
  • psichiatra (colui che gestisce determinate situazioni e può prescrivere farmaci)
  • medico (disturbi che potrebbero avere risvolti patologici es. assenza costante di sonno)
  • neurologo (disturbi neurologici)
  • s.e.r.t. (problemi di dipendenze in atto)
  • un collega Consulente (tema conflittuale, non interessante, quando già si lavora con un famigliare, quando riteniamo il collega più preparato)

Nel caso, durante la consulenza, si venga a conoscenza di reati gravi si dovranno riferire alle autorità competenti. In questo caso qualora il cliente decida di renderci edotti di una sua azione criminosa sarà necessario avvertirlo che una volta a conoscenza dei fatti saremo tenuti a sporgere denuncia. (Per reati e violenze: autorità giudiziarie)

 

Nel caso di reati o abusi riguardanti minori dovranno essere riferiti ai genitori o parenti prossimi, sempre che gli stessi non siano direttamente responsabili. Qualora invece ne siano responsabili sarà necessario rivolgersi alle autorità competenti. (In casi di violenza o reati minorili: Assistenti Sociali o Associazioni specializzate in violenze)

 

Terza Fase nel caso proseguo della Consulenza

nel caso di secondo o successivi colloqui, dopo l’accoglienza,

  • si recupera il filo 
  • ci si informa sugli sviluppi avvenuti 
  • ci si informa sull'esito se i compiti o gli esercizi proposti 
  • si passa alla quarta fase

Quarta fase: la fase centrale 

è quella in cui si sviluppa la Consulenza, si cerca il contatto, si applicano tutti gli strumenti a disposizione ecc.

può durare circa 30-40 minuti.

 

Quinta fase: conclusione

riservare per questa fase almeno 10 minuti

  • si può iniziare con la domanda: ”cosa ti porti via da questo incontro?”
  • è il momento in cui si verifica e si verbalizza un eventuale cambiamento di un punto di vista o il presentarsi di un intuizione
  • si verbalizzano eventuali propositi da mettere in atto prima del prossimo incontro
  • si assegnano eventuali esercizi, o si consigliano letture
  • si chiude con la domanda (retorica): " va bene per te se chiudiamo qui"

Arriva il momento del commiato, è possibile che il cliente sia ancora focalizzato sul suo stato emotivo e dimentichi di dover pagare. Spesso per il Professionista alle prime armi può essere un momento imbarazzante. Un modo "morbido" per richiedere il corrispettivo è usare la domanda “paga ora o preferisce la prossima volta?”

 

Sesta Fase: Autoanalisi

questa fase si svolge nuovamente in assenza del cliente, richiede almeno10 minuti.

Nel momento successivo in cui il cliente ha lasciato la stanza è il momento il Counselor procede ad un’autovalutazione:

  • come mi sento?
  • ho più o meno energia che all' inizio della Sessione?
  • con che emozione sono in contatto ora?
  • mi sento soddisfatto, appagato?
  • cosa ho imparato su di me in questo Incontro?

E' il momento di prendere appunti scritti (utili in futuro per la supervisione). Annotare sinteticamente i punti toccati ed eventuali intuizioni su cui lavorare al prossimo incontro. 


Sintesi delle fasi per generare contatto e assimilazione di novità

  • L’accoglienza e il Setting
 (la cura dei particolari, la credibilità)
  • l'ascolto partecipe 
(dare valore a ciò che porta il Cliente e ascoltarsi per sentire come risuona ciò che si ascolta)
  • il dialogo maieutico 
(per valorizzare la saggezza che ogni individuo già possiede)
  • l'accettazione del dato di realtà 
(partire da come si è, non da come "si dovrebbe" essere)
  • la riflessione riguardo alle responsabilità (per il superamento dei sensi di colpa)
  • la messa in luce delle resistenze (individuazione delle possibili credenze depotenzianti)
  • Riepilogo di quanto avvenuto in Sessione
 (sintesi)
  • l'apertura a nuovi punti di vista (per attivare il processo di comprensione dei fatti)
  • una Tecnica corporea in grado di cambiare l'interiorizzazione del Vissuto nel qui e ora (la costruzione di un'esperienza per modificare l'interiorizzazione di una precedente esperienza)
  • il coinvolgimento corporeo ed emotivo 
(la fase di contatto pieno)
  • la raccolta del feedback che ne derivano
 (fase della integrazione della novità assimilabile)
  • l'elaborazione cognitiva di quanto avvenuto (fase della comprensione cognitiva).
  • chiusura della Sessione 
"cosa porti via?"