Le funzioni del sé: Es - Io – Personalità

Cos’è il sè?
Differentemente da altre correnti di pensiero, soprattutto di matrice psicoanalitica, secondo la Gestalt il sé è una funzione che si costruisce e si modifica, non esiste di per sé in modo fisso.
Il Sè si costituisce al confine di contatto in azione!


Questo cosa significa?
L’individuo non è isolato, non è impermeabile all’ambiente circostante, ma è in un rapporto di continuo interscambio con esso.


L’individuo, quindi, si adatta creativamente e continuamente all’ambiente circostante, attraverso il contatto.
Questo comporta che:
 la comprensione di me passa attraverso la comprensione dell’altro (ambiente).

Il sé è quindi transpersonale.
Il sè ha quindi la funzione di adattarsi creativamente e continuamente all’ambiente: a sua volta però, adattandoci manipoliamo l’ambiente stesso, che si modifica in base a noi. Se pensiamo ad esempio alle coppie, con il tempo l’uno può prendere le caratteristiche dell’altro.
Il sè si forma attraverso il circolo ermeneutico contatto-ritiro-contatto-ritiro.
 
Ma cosa significa fare contatto?
Con questo termine intendiamo tutto ciò che ha luogo nel confine di demarcazione tra l’individuo e il suo ambiente.

Tra me e l’altro, tra me e il mondo.
Ad esempio il mangiare, il fare l’amore, l’essere aggressivi, il comunicare, sono esempi di contatto con l’ambiente.
Il sè emerge laddove c’è un’attivazione energetica elevata. Quando la situazione di eccitamento diminuisce, il sé diminuisce (es. la situazione di sonno).
Attenzione però, essere in contatto significa essere presenti con tutte le nostre parti (Es, Io, Personalità).

Non tutti gli incontri sono contatti.


La funzione Es
La funzione Es è corporea.

La funzione Es è la nostra capacità di fare contatto con l’ambiente attraverso:

  • le esperienze senso-motorie assimilate. Quelle esperienze che possono andare sullo sfondo: ad esempio il rimanere seduti sulla sedia. Solo un evento destrutturante come la sedia che crolla può attivare il nostro Sè. All’inizio della vita però l’individuo deve imparare tutto, ogni esperienza è da strutturare, sperimentare e assimilare. Le esperienze corporee assimilate costruiscono il nostro sfondo.
  • i bisogni fisiologici. L’attivazione corporea di un bisogno; possono essere interni o esterni.
  • l’esperienza corporea viene sperimentata “dentro la pelle”. Questo è ciò che costituisce il senso di fiducia di base, e che ci permette di appoggiarci all’ambiente.

La funzione Io
L’Io è la scelta.
La capacità di identificarsi e alienarsi: questo è per me, questo non è per me.
E’ ciò che mi fa sentire attivo e promotore delle mie scelte.

L’Io è la struttura centrale di sé, non è un impulso, non è una spinta sociale, ma è l’espressione di tutta la persona.
Questa funzione opera in base alle informazioni che arrivano dalle altre parti del sé.

Es: provo delle emozioni, sento i muscoli rigidi o rilassati, il respiro corto o lungo (Es), mi dico che è un’emozione che mi caratterizza (funzione Personalità), e decido poi che cosa farne (Io), se identificarmi con essa vivendola “sono emozionato”, o alienarmi da essa decidendo di non entrare in contatto con l’ambiente con quell’emozione.
  
La funzione Personalità
Chi sono!
E’ la copia verbale del sè.
E’ l’insieme degli atteggiamenti che adottiamo nei rapporti interpersonali.

E’ la capacità di fare contatto attraverso una precisa definizione di sè.
Ha a che fare con i ruoli sociali (es. studente, genitore, lavoratore), per cui si adatta alla crescita.
E’ data dai contatti acquisiti, per cui più ho acquisito modalità di stare al mondo, e più ho la possibilità di muovermi nel mondo con sicurezza.

Se ho pochi contatti acquisiti, invece, in situazioni nuove, devo attingere alle mie capacità creative perchè ho a disposizione meno schemi con cui rispondere.
   
In Gestalt, quindi, il Sé ha un significato ben preciso, non è un’entità fissa, ma un adattamento creativo, dinamico, un processo specifico per ciascuna persona che caratterizza il comportamento tipico in un momento dato e in un campo dato in funzione del proprio stile personale.
Il sè rappresenta il proprio essere nel mondo in modo variabile a seconda delle situazioni.


Funzioni del sè

La funzione Es

Informa il sé di ciò di cui l'organismo ha più immediatamente bisogno: "Che cosa sento ora?”.

La funzione Es riguarda lo sfondo da cui l'esigenza emerge; in essa rientrano tutto ciò che consente all’organismo di dirigere il contatto verso l’ambiente: i vissuti corporei, l'ambiente percepito ancora indistintamente, le situazioni passate irrisolte e lo sfondo di contatti scontati, i sentimenti ancora vaghi.

La funzione Es Gestaltica rappresenta l'insieme delle pulsioni interne, i bisogni vitali, le eccitazioni (soprattutto organiche), le tracce di memoria appartenenti al passato ed è strettamente legata alla dimensione corporea.

 

La funzione Io

riguarda i processi di identificazione e alienazione: "Cosa voglio e cosa non voglio?”.

E’ da intendersi come un potere decisionale e volontario, un agire attivamente ed intenzionalmente affinché in un momento specifico l'organismo possa scegliere nel contatto con l'ambiente ciò che è buono e "nutriente" e rifiutare ciò che è indesiderato, spiacevole o "tossico".

Questa funzione del sé identifica l'azione e dà alla persona il senso di essere attiva e di realizzare una compiutezza intenzionale.

La funzione Io gestaltica, al contrario di quella dell'Es, è attiva e di scelta, di risposta positiva o negativa rispetto alle emergenze delle Gestalt non concluse. Essa stabilisce cosa fare, come, quando e per quanto tempo entrare in contatto. Attraverso la funzione Io, il sé struttura la presa di coscienza dei bisogni e la gestione della loro soddisfazione: è una mia responsabilità personale limitare o aumentare il contatto,  manipolare il mio ambiente in base ad una presa di coscienza dei miei bisogni.

La perdita della funzione Io conduce alla formazione di tutti i meccanismi nevrotici che si conoscono, cioè alla perdita della capacità di orientarsi nel campo e di agire con direzionalità verso la metà prefissata.

 

La funzione Personalità

informa il sé su chi è, su cosa è diventato e contemporaneamente su cosa non è: "Chi sono io?" - "Cosa sono diventato?"

Concerne le esperienze dell'identità personale, quelle appena vissute e quelle passate, la storia assimilata, i ruoli, la percezione di sé come personalità complessa e articolata.

La funzione Personalità riguarda soprattutto l'immagine che il soggetto ha di se stesso ed il sistema di atteggiamenti assunti nei rapporti interpersonali: è quanto permette ad ognuno di riconoscersi come responsabile di ciò che sente e che fa, e può essere più o meno congrua con l'individuale modo di essere autentici e quindi più o meno strutturata in modo sano.

Attraverso la Personalità è possibile definire il proprio senso d’identità, poiché questa funzione è l'artefice della ristrutturazione e reintegrazione unitaria delle esperienze precedenti.

Inoltre essa non necessariamente è in conflitto con la funzione Es; anzi, la filosofia attualizzante organistica tende più all'integrazione che non alla scissione, a meno che non si siano instaurati determinati meccanismi di concezioni errate di noi che comportano la patologizzazione dei processi relazionali dell'individuo.

Cenni bibliografici
Fritz Perls, L’approccio della Gestalt. Testimone oculare della terapia.

Astrolabio. Perls, Hefferline, Goodman. Teoria e pratica della terapia della Gestalt.

Astrolabio. Margherita Spagnuolo Loss. Il now-for-next in psicoterapia. Milano: FrancoAngeli.