Perls afferma che nella relazione terapeutica occorre, oltre all'empatia e all'apatia, anche la simpatia, intesa come la connessione emotiva con l'altro.
Le emozioni dell'altro fanno vibrare le mie. Il mio ruolo di Counselor è sentire, stare in contatto con le mie emozioni senza lasciarmi occupare completamente da esse, ma contenendole e mantenendo l'attenzione sull'altro; è stare con l’altro, contenendo le mie emozioni.
Secondo la filosofia platonica rinascimentale, la simpatia è il legame profondo che connette ogni essere umano in un’unica vibrazione; le emozioni sono frutto di uno scambio, che avviene perché ognuno di noi è collegato all’altro.
Nessuna emozione è solamente nostra, ma è una risonanza alle emozioni degli altri, cioè una vibrazione suscitata in noi dalle emozioni dell'altro. Il terapeuta non può essere neutrale emotivamente; deve, nella prospettiva della Gestalt, mettersi in gioco, lasciarsi coinvolgere in quanto persona, entrando e uscendo dall'emozione.
Una seduta è ben riuscita se entrambi, terapeuta e cliente, hanno imparato qualcosa.
In Gestalt il concetto di simpatia è connesso a quello di empatia e apatia.
Cartesio aveva escluso la simpatia dal discorso scientifico, ma prima di lui – nel pensiero platonico - il valore della simpatia era riconosciuto. Per esempio Plotino afferma che tutti gli esseri dell'universo sono collegati dalla simpatia.
La fenomenologia descrive la simpatia come la capacità di connessione affettiva senza passare attraverso l'identificazione (come nell'empatia). Anche Perls e altri riconoscono il valore della simpatia (sento rabbia verso di te, questo viene dalla relazione, la agisco).
Il Counselor della Gestalt è un accompagnatore attento che condivide con il suo cliente le incertezze e le gioie delle scoperte di una “spedizione avventurosa” su un territorio originale e sconosciuto; quindi il Counselor Gestaltico non si presenta come qualcuno che conosce a priori le mappe delle ragioni psichiche di ognuno, nè si rifugia in un'attitudine di ritiro neutro o benevolo (Freud), nè è tenuto ad accompagnare il suo cliente ovunque in una “accettazione incondizionata” dei suoi comportamenti eccessivi o dei suoi evitamenti ripetitivi (Rogers), ma è invece un compagno di viaggio che partecipa attivamente al cammino interiore del cliente. Egli evoca all'occorrenza le sue sensazioni ed impressioni, le sue sorprese, le sue soddisfazioni; è attento all'effetto prodotto da questa condivisione in ogni momento. Perls oppone l’attitudine della simpatia all’a-patia psicoanalitica e all' empatia Rogersiana. Come afferma Buber (1923), il terapeuta è là di fronte a me, non è né altrove in un mondo di sapere teorico né al mio posto, usurpando le mie emozioni; resta sé stesso in relazione con me, in uno scambio da persona a persona in un dialogo autentico a due, in un Io-Tu.
Il cuore stesso della consulenza è costituito dall'analisi costante di ciò che accade oggi tra il cliente e il Counselor nella frontiera del contatto.
La frequente condivisione del sentire personale del praticante in Gestalt, lo sfruttamento deliberato del suo vissuto contro transferale, in risonanza al dire o fare del cliente, è uno strumento particolare della terapia Gestaltica; Perls lo utilizza spesso in una provocazione mobilizzatrice molto diretta, mentre i terapeuti contemporanei, coscienti dei rischi degli eccessi di spontaneità, sia aggressiva che affettiva, filtrano attentamente l'espressione del loro contro-transfert (per poi analizzarla in modo approfondito durante le sedute di supervisione); in questo modo il Counselor non dice e non mostra tutto quello che sente pur sfruttando al massimo e condividendo ciò che ritiene utile al progresso della consulenza.