Tecniche di Respirazione

Esistono tre tipi di respiro:

  • Simpatico (toracico e veloce)
    • aumenta la vitalità e l'energia
    • fa avvertire le tensioni muscolari e può portare in reazione
    • se protratto nel tempo induce la persona ad entrare in contatto con la sua personale verità e forse a sentire la necessità di esprimerla
    • se protratto nel tempo genera iper-ossigenazione con possibilità manifestazione di sintomi della tetania. I sintomi sono facilmente reversibili riducendo la respirazione.
  • Parasimpatico (addominale e lento)
    • calma e centra
    • induce lo stato meditativo
    • genera radicamento e centratura
    • si usa quando il simpatico è controindicato
  • Vagale lungo
    • comprende tutto è tranquillo e centrato
    • permette di contenere emozioni forti per integrarle

Caratteristiche del respiro:

  • Il respiro è la più conscia delle facoltà inconsce 
  • Il respiro porta alla sfera limbica dove cognizione e ragionamento non comandano più, ma comandano le emozioni
  • Respirare poco e male è una abitudine molto diffusa. Imparare ad usare il respiro per sostenerci nei momenti di felicità o difficili prevede un allenamento 
  • E’ il metodo più veloce per uscire dalla testa e arrivare al corpo
  • Col respiro si aprono schemi muscolari rigidi
  • Col respiro si impara a tollerare momenti intensi della vita: amore, sesso, disaccordo, esperienze spirituali, ecc.

 

La paura di respirare  

è normale trovarsi di fronte a delle resistenza quando si chiede ad una persona di modificare, ampliare o anche solo di portare attenzione alla sua respirazione.

Respirare è il primo segnale di individualità. Quando siamo in grado di respirare autonomamente il cordone ombelicale può venir reciso, così da separare definitivamente la madre dal neonato. Questa azione quando vissuta la prima volta è traumatica:

urgenza di inspirare per non morire, violenza per la recisione del cordone, sofferenza per la separazione, dolore perché la prima inspirazione improvvisa provoca effettivamente dolore.

 

Principali casi di resistenza all'ampliamento della respirazione da parte del cliente:

  • dire no interiormente
  • respirare più piano
  • colpi di sonno
  • sbadigliare         
  • cercare di parlare
  • arrendersi (non ce la faccio più)
  • dolori lagne lamenti
  • distrarsi in tutti i modi
  • fare scenate 
  • non mantenere il contatto
  • non rispondere
  • tenere il respiro al minimo
  • tirare fuori forti convinzioni
  • bloccare una parte del corpo
  • andare in agecy, o in carattere durante un esercizio di respirazione è naturale

Respirare ci insegna a vivere

Queste resistenze spesso vengono superate con il progressivo allenamento fino a giungere al piacere di respirare. Nel respiro incontriamo la parte più autentica d noi, troviamo le intuizioni, il coraggio, la decisione. Il respiro è un grande Maestro.

 

L'uso del respiro

  • sollecitare l'aumento della respirazione solo fin dove è ben tollerabile per il cliente
  • verificare se il respiro ha ottenuto il risultato per cui si è proposto
  • far descrivere le percezioni fisiche dopo la respirazione

Insegnare la respirazione:

spesso il modo migliore per insegnare una tecnica di respirazione è quella di dire al cliente: “E’possibile per te guardare come respiro e poi provare?" 
Lasciare che sia il cliente a decidere - "per me va bene il tuo si come il tuo no"
Quando c'è divergenza di opinioni su come avviene la respirazione rispecchiare: "a te sembra che... io invece noto che..."
A volte il rispecchiamento è  vissuto come una critica: "cosa c'è che non va?"
in questo caso la risposta può essere: "quale tipo di osservazione da parte mia ti serve per sentirti capita e non infastidita?"

 

 

Controindicazioni all uso di tecniche di amplificazione del respiro:

  • dolori seri alla schiena
  • disturbi di personalità conclamati
  • gravidanza
  • problemi cardiaci
  • pressione alta
  • molta prudenza in casi di asma 
  • tenere conta che in presenza di traumi da elaborare: stupro, incidente, morte divorzio il respiro porta in contatto con il dolore sofferto