K. Lewin, con la sua Formazione gestaltista orientata ad analizzare i fenomeni nella loro totalità, utilizzando le ricerche in fisica di Faraday, Hertz, Einstein e Maxwell sulle forze elettromagnetiche, sviluppa il modello interpretativo delle relazioni individuo/ambiente noto come la Teoria del Campo (1961) nella quale sostiene che il comportamento di un individuo non è comprensibile se non considerando le influenze che l’ambiente esercita su di lui.
Questa teoria mira a spiegare il comportamento in relazione alla situazione in cui il comportamento stesso si verifica.
Definizione di Campo
Il Campo è ogni sistema complesso definibile come un insieme diverso dalla somma dalle parti che lo compongono.
Il Comportamento
All’interno di un Campo, il comportamento dell'individuo è originato da molti fattori interdipendenti, in una certa situazione e in un dato momento.
Il comportamento è la risultante dell’interazione tra persona e ambiente e si manifesta generato da due presupposti:
Il punto di vista fenomenologico (il fenomeno è l’immediato oggetto della percezione) secondo cui la realtà non è veramente individuabile, ma è percepibile solo attraverso la propria visione soggettiva: è la mia realtà, è il mio vissuto soggettivo.
Questo è il messaggio più rivoluzionario che ci ha trasmesso Edmund Husserl, in sostanza egli afferma che l'unica verità per la nostra coscienza è il nostro vissuto soggettivo.
Per esempio. Dinanzi ad un campo di girasoli che si offre alla luce meridiana di una calda giornata d’estate, la reazione di una persona può essere del tutto diversa: può risvegliare un sentimento nostalgico, associato a immagini e musiche lontane, può far pensare all’approssimarsi di una meritata ricompensa, legata al momento della raccolta e alla commercializzazione dei semi, può attivare meccanismi di ricerca per individuare come si possa attraversare quel campo senza farsi scorgere dall’alto, può generare noia ed indifferenza, in chi si lascia trascinare dall’abitudine…
Una molteplicità di risposte possibili, la cui diversa configurazione è, sì, legata a quei girasoli, ma dipende da tanti altri fattori interagenti, a volte indescrivibili, forse impercettibili, persino imprevedibili, ma sicuramente rilevanti.
La totalità è ben diversa dalla somma delle parti che la compongono ed ha qualità e dinamiche sue proprie.
Le leggi che governano il sistema di forze non dipendono perciò dalle singole caratteristiche degli elementi coinvolti, ma dalla loro configurazione complessiva.(Es. l'intelligenza dello stormo)
Nella accettazione di questi assunti K. Lewin mostra e conferma la sua piena partecipazione alla “scuola” della Gestalt: la persona non è esterna al campo, ma è al suo centro. Anzi, è essa stessa costitutiva del campo.
Per Lewin il Campo è rappresentato da un insieme di fatti interdipendenti (passati, presenti e futuri), che coesistono, e che possono influire sul comportamento (pensiero, sentimenti e azione) della persona, e sono:
Nella pratica gestaltica riferirsi al concetto di campo o più precisamente all’esperienza di campo è consuetudine, più complesso invece si fa il discorso quando si cerca di dare una definizione dello stesso.
Si trovano fiumi di inchiostro che parlano della Teoria del Campo e delle sue applicazione nella psicologia sociale. Lasciamo pertanto al discente la facoltà di approfondire la Teoria nei suoi complessi aspetti teorici.
Per quanto riguarda la nostra Formazione ci preme capire e sperimentare (quindi comprendere, divenire consapevoli) di come l'ambiente abbia delle influenze su di noi e di come noi stessi influenziamo l'ambiente e di quanto sia importante diventare competenti nel raccogliere le informazioni che provengono dal Campo per mettere in atto risposte adeguate.
In una visione Olistica potremo dire che il Campo ha la caratteristica di vedere interconnessi tutti gli elementi che lo compongono.
E' dal Campo che riceviamo informazioni che, se siamo in grado di sentire e decodificare, ci permetteranno di mettere in atto un comportamento funzionale, una risposta adeguata.
Questo é l'aspetto che più ci interessa: affinare strumenti in grado di permetterci di percepire le informazioni provenienti dal Campo sotto forma di intuizioni, sincronicità, percezioni, sensazioni per rispondere non solo dall'intelletto, ma da tutto il nostro essere.
Quindi, assunto il fatto che l’osservatore appartiene al campo che egli osserva, il suo stesso corpo (sensi, emozioni, pensieri) sono collegati con l’oggetto di osservazione.
Per accedere alle informazioni del Campo sarà necessario mettere in atto un osservazione Fenomenologica la quale esige che ogni giudizio venga sospeso, che ogni teoria venga posta tra parentesi affinché il fenomeno emerga nella sua essenzialità.
Proprio la necessità di accostarsi all’uomo, ai suoi vissuti e ai suoi comportamenti senza perdere di vista la dimensione sistemica, ovvero il Campo delle forze all’interno del quale lo stesso si muove, rappresenta uno degli elementi che spinsero Perls a prendere le distanze dall’impostazione psicoanalitica tradizionale che poneva tutta la propria attenzione sugli avvenimenti interni dell’analizzato, senza prendere in considerazione le interazioni in concreto con l’ambiente.
E' questo il motivo per cui un Gestalt Counselor debba necessariamente uscire dalla posizione della neutralità per diventare ineluttabilmente parte in causa nel Campo che si genera nella relazione con il cliente.