Teorie del Grafo di Stile Relazionale

Il Questionario da cui si ricava il Grafo nasce grazie all’intuizione del Prof. V. Masini, Sociologo e Psicoterapeuta.
Nella versione originale tendeva a classificare le Persone in sette ideal-tipi diversi evidenziandone le caratteristiche caratteriali. 

Nell’ambito della Formazione Ulisse questo Strumento di Consulenza Relazionale è stato modificato radicalmente.

Il Questionario e il Grafo di Stile Relazionale che oggi utilizziamo, non ha valenza diagnostica, ma solo orientativa: non classifica la Persona, ma descrive lo Stile Relazionale e le Risorse della Persona stessa.

Il Grafo di Stile Relazionale permette semplicemente uno spunto di riflessione, da fare con il cliente, in merito a quello che appare essere, con le dovute riserve, il modo di relazionarsi: con se stesso, nelle relazioni intime (partner, amici, Famigliari) e nelle altre relazioni (conoscenze, colleghi di lavoro, altri).

Questo Strumento è quindi utile per comprendere punti di forza e fragilità del cliente in modo da iniziare un Percorso di Crescita Personale efficace. 

 

Il Questionario è composto da 210 affermazioni alle quali è richiesto di segnalare se appartengano o meno alla modalità di essere del cliente. In altre parole si richiede al cliente di segnare con una crocetta, nell’apposito spazio, quelle frasi in cui si riconosce completamente (almeno all’ 80%).

Si chiede inoltre al cliente di non riflettere tropo sul significato delle frasi, ma di segnare rapidamente quelle che risuonano e tralasciare quelle che risultano estranee.

Alla fine della compilazione devono essere fatti i conteggi parziali e totali sulla tabella riassuntiva finale.

Tempo stimato per la compilazione del questionario 20 minuti.

 

Il Questionario, organizzato in domande che riguardano tre diversi ambiti:

  • Sfera delle relazioni con il Sè
  • Sfera delle relazioni intime
  • Sfera delle altre relazioni 

Il risultato del Questionario non è fisso nel tempo, anzi varia in un lasso di tempo più o meno breve: già dopo 4/6 mesi si può notare una modificazione dei risultati. 

 

Il Grafo di Stile Relazionale ovvero una traduzione grafica visibile dello stile relazionale di chi ha compilato il questionario si costruisce riportando nelle caselle del programma Excel il punteggio indicato sulla tabella riassuntiva del Questionario.

Secondo questa Teoria il Questionario da indicazioni rispetto a due caratteristiche del cliente:

  • il tipo di Controllo Valutativo dello Stimolo prevalente
  • quali dei sette Stati d'Animo ed Emozioni di base prese in considerazione la persona è entrato in contatto storicamente e nel presente.

i vari Stili Relazionali derivano quindi dalla combinazione di questi due parametri.

Le Emozioni 

Un’Emozione è una risposta psicofisiologica a un evento che può accadere dentro di noi o al di fuori di noi.

Le Emozioni si esprimono attraverso il corpo in modo più o meno evidente e avremo quindi:

  • Espressione o Percezione Interna quando tutto avviene unicamente all’interno del corpo (accelerazione o rallentamento del battito cardiaco, dilatazione pupillare, tremori, iperattività gastrointestinale, sudorazione)
  • Espressione Esterna quella che si manifesta all’esterno (postura corporea, mimica facciale, tono della voce)

Lo stato d'Animo
riguarda la Vibrazione con cui la persona si muove nell'ambiente.

può essere caratterizzato da una o più emozioni anche contrastanti

 

Ogni individuo vive le situazioni che la vita presenta (i Vissuti) in modo del tutto soggettivo: la risposta è spesso influenzata dall'Indole, dal contesto familiare, educativo, culturale e sociale in cui l’individuo si trova.

 

Il Controllo Valutativo delle Stimolo

Le  situazioni, in particolar modo quando si presentano come improvvise e traumatiche, sviluppano in un primo momento un Emozione e generano una prima improvvisa reazione nel soggetto.

Questa reazione viene definita Controllo Valutativo delle Stimolo (cvs) e contribuisce a definire lo stile relazionale della persona.

Consideriamo tre tipi di cvs ed è possibile che la risposta allo stimolo sia generata dal soggetto in più di una modalità.

Tipi di Controllo Valutativo dello Stimolo:

  • Controllo: tendenza a valutare attentamente la situazione prima di agire.
  • Attivazione: agire immediatamente, reagire istintivamente senza pensare troppo.
  • Arousal: essere sovrastati dalle emozioni.  

Gli Stati d'Animo ed Emozioni di base che prendiamo in considerazione sono sette:

  • Paura
  • Rabbia
  • Distacco/Disgusto
  • Piacere/Desiderio
  • Pace/Quiete
  • Vergogna
  • Attaccamento

Queste emozioni e stati d'animo nascono tutte entro il primo anno di vita del bambino, come risposta ad un evento anche banale.

Per esempio il neonato prova:

  • paura: quando sente dolore, quando ha ad esempio coliche intestinali, oppure quando sperimenta situazioni di sorpresa (una porta che si chiude)
  • rabbia: quando non vede esaudito un suo bisogno affettivo o di nutrimento
  • distacco: quando comincia a capire che la madre è un soggetto separato da lui
  • piacere: quando si sente coccolato e al sicuro
  • disgusto: un sapore diverso dal latte materno, un cibo troppo caldo o freddo
  • pace: quando non ha nessun bisogno da soddisfare ed è appagato e tranquillo,
  • vergogna: quando si sente insicuro o gettato nel mondo,
  • attaccamento: quando si sente oggetto di cura, si sente riconosciuto dalla madre. Si tratta di una sensazione tanto gradevole, che può generare nel bambino anche la paura di perderla.

Nel dettaglio 

La Paura

è l’emozione che si attiva in presenza di un pericolo, cioè di una situazione che può far male, produrre un dolore. In alcune situazioni anche il ricordo di un dolore passato può generare un senso di paura.

La Paura si esprime sotto forma di attenzione, allerta, controllo (su di sé e sull’ambiente), valutazione del pericolo (per decidere se fuggire o attaccare), studio della distanza da mantenere.

Valenze funzionali e disfunzionali:

  • la Paura, in modo funzionale, diventa attenzione, cura, responsabilità, affidabilità, autocontrollo, metodo, organizzazione e può portare ad azione attenta e sicura
  • in modo disfunzionale, diventa inquietudine, ansia, tensione, insicurezza, preoccupazione, diffidenza, agitazione, irritazione, stress, può portare passività e sottomissione.

 

La Rabbia

è una tensione interna che nasce da un risentimento per bisogni non soddisfatti; è una carica interiore, un’energia che spinge all’azione.
La rabbia può rivolgersi verso l’ esterno oppure verso se stessi, come risposta alla frustrazione e al senso di colpa.
La rabbia inoltre si può autoalimentarsi inconsciamente, per esempio creando appositamente ostacoli o nemici immaginari, contro i quali muoversi.

Valenze funzionali e disfunzionali:

  • nella sua forma funzionale la rabbia si trasforma in coraggio, impegno, entusiasmo. La persona può superare un  ostacolo perché spinto all’azione dalla energia della rabbia. Inoltre la rabbia sana, ci permette di salvaguardare i nostri confini.
  • in modo disfunzionale la rabbia diventa reazione eccessiva e incontrollata, aggressività, sfogo, senso di colpa, mancanza di lucidità. Lo Sfogo avviene quando, non riuscendo a superare un ostacolo, si sposta l’attenzione su altro; ma lo Sfogo non soddisfa l’arrabbiato, anzi lo riempie di sensi di colpa, cioè di rabbia contro se stesso, e la rabbia aumenta. Anche controllare la rabbia non serve: le forme di controllo e autocontrollo della rabbia in realtà producono l’effetto opposto, e la alimentano ancora di più.

 

Il Distacco o Disgusto

sono la risposta ad un eccessivo senso di controllo del mondo esterno o ai limiti fisici di una situazione che si vive.

Si esprime attraverso il desiderio di separazione, la ricerca di distanza, di libertà da ogni vincolo.

(Vissuto di Invasione)

Valenze funzionali e disfunzionali:

  • nella sua forma funzionale, il Distacco è libertà dai condizionamenti, autonomia, sicurezza, lucidità, concentrazione, capacità di analisi, creatività, fantasia.
  • nella sua forma disfunzionale diventa individualismo, comportamento istrionico, Narcisismo, delirio di onnipotenza, nevrosi, ossessione.

 

Il Piacere o Desiderio

Il Piacere è lo stato d'animo del benessere, è la sensazione di appagamento e pienezza.
Il Piacere può avere intensità e durate molto varie e può essere vissuto attraverso tutti i cinque sensi.
perché questo stato d'animo emerga è necessario liberarsi dalla paura della sofferenza e del dolore.

Molto spesso tuttavia le persone bloccano la loro capacità di vivere il piacere, per timore di perderlo dopo, di rimanerne senza. Maggiore sono il controllo e l’autocontrollo, minore è la possibilità di assaporare i diversi gusti del piacere.

Il Piacere diventa più forte e intenso quando è condiviso con altri (valenza sociale).

(Vissuti di Piacere)

Valenze funzionali e disfunzionali;

  • nella sua forma funzionale il piacere diventa ricerca del bello e del raffinato, amore per la cultura, compassione
  • Nella sua forma disfunzionale il piacere diventa ricerca costante di eccitazione.§Il piacere a tutti i costi può generare forme di dipendenza (gioco, sesso, droga) oppure incapacità del soggetto di instaurare relazioni affettive durature a causa della ricerca costante di ebbrezza emozionale.

 

La Pace o Quiete

La Pace è il senso di appagamento da ogni bisogno.

Il bambino prova pace dopo aver mangiato o al risveglio, in presenza dei genitori. I momenti di quiete sono fondamentali nel bambino: proprio attraverso la calma, senza essere bombardato da troppi stimoli, il bambino riesce a comprendere ciò che gli sta attorno.

Valenze funzionali e disfunzionali:

  • nella sua forma funzionale la pace è calma, accettazione, serenità, placidità, mitezza.
  • nella forma disfunzionale diventa lo spegnimento di ogni energia, che si traduce in noia, pigrizia, rassegnazione, svogliatezza, abbandono, fiacca. 

 

La Vergogna 

La Vergogna è l’emozione collegata al desiderio di scomparire e ritrarsi dal mondo, quando ci si sente gettati in esso.

Chi prova vergogna è particolarmente sensibile agli stimoli che provengono dall’esterno.

Una caratteristica della vergogna è quella di aumentare d’intensità, fino a diventare vergogna di vergognarsi, tanto che la persona vorrebbe diventare sempre più piccola fino a scomparire.

Valenze funzionali e disfunzionali

  • nella forma funzionale la Vergogna è pudore, sensibilità, riservatezza, capacità di stare in disparte.
  • nella forma disfunzionale la Vergogna diventa timidezza, insicurezza, mancanza di autostima, forma di inibizione, invidia e senso di colpa.

 

L’Attaccamento

L’Attaccamento è un stato di sicurezza avvolgente, di sazietà affettiva.

Essa è collegata a una sensazione biologica ancestrale in tutti i mammiferi uomo incluso.

Proprio l’attaccamento tra madre e neonato permette la sopravvivenza dei piccoli.

(Vissuto di Abbandono)

Valenze funzionali e disfunzionali

  • Quando il bambino percepisce nella madre una forma di attaccamento sicuro, questa sensazione di pienezza e di fiducia si tradurrà nell’adulto in relazioni improntate alla tenerezza, fedeltà, devozione.
    Quando invece l’attaccamento è conflittuale o ambivalente si svilupperà nell’adulto una forma di dipendenza e di avidità affettiva, alimentare ecc.
  • Se è eccessivo nell’adulto si genererà insicurezza perché, dipendendo troppo dalla mamma, il bambino non riesce a mettere a fuoco le proprie capacità di autonomia e di sviluppo individuale.
    Se carente l’adulto cercherà di instaurare relazioni che lo riempiano di quell’amore non ricevuto, cercando un affetto incondizionato e totalizzante come quello materno, con la sensazione di non essere capace di dare amore o la sensazione di non trovare qualcuno capace di amarlo, oppure di non essere degno di essere amato o di trovare qualcuno degno del suo amore.

 

Stili Relazionali

Ogni essere umano sperimenta tutte le emozioni e gli stati d'Animo di base fin dai primi mesi di vita.

Tuttavia ognuno sperimenta più frequentemente, anche in età adulta o in particolari periodi della vita, alcune delle sette emozioni e associando quest’ultime a una o più espressioni del Controllo Valutativo dello Stimolo si svilupperà un determinato Stile Relazionale.

 

Stili Relazionali generati:

  • paura + controllo                                        =  stile relazionale responsabile 
  • rabbia + attivazione                                    =  stile relazionale intraprendente 
  • distacco + controllo + attivazione               = stile relazionale  creativo
  • piacere + arausal                                        = stile relazionale coinvolgente
  • pace + controllo + attivazione + arausal    = stile relazionale tranquillizzante
  • vergogna + arausal + controllo                  = stile relazionale sensibile
  • attaccamento + arausal + attivazione        = stile relazionale affettivo 

 

Stile Relazionale Responsabile

Dall’emozione della Paura deriva lo Stile Relazionale Responsabile, tipico di chi, meticoloso e preciso, cerca di avere il massimo controllo sulle proprie emozioni.

  • nella forma immatura è una persona ansiosa, che rischia di rimanere bloccato nelle stesse situazioni per anni,
    spesso è un brontolone, che preferisce stare fermo piuttosto che sbagliare: ogni azione gli costa una gran fatica, perché teme di essere criticato o di sbagliare.
    Esternamente può apparire equilibrato e controllato, in grado di gestire ogni situazione, anche se in realtà è carico di ansia e il corpo lo tradisce manifestando spesso disturbi gastrointestinali anche gravi.
  • Nella forma evoluta è una persona responsabile, affabile, attenta, che sa prendersi cura di sé, e del prossimo pur avendo qualche difficoltà ad esprimere le proprie emozioni

Indirizzo dell'intervento di Counseling:
Insegnare il piacere del rilassamento e l’azione libera da regole e vincoli.

 

Riassunto

Emozione di base: paura

Controllo valutativo dello stimolo: controllo

Profilo difensivo

Intelligenza: logico – matematica

Azione educativa in cui è capace: rimprovero

Stile comunicativo: simbolico

Deriva patologica: ossessività compulsiva

Qualità: predisposizione all’ordine, alla disciplina, a rendere prevedibili gli eventi; ottimo organizzatore.

Tramite il controllo attua un dominio sulla situazione per non lasciare nulla al caso.

Saggio, ordinato, ben organizzato, responsabile, meticoloso.

 

 

Stile Relazionale Intraprendente

Dall’emozione di base della Rabbia prende forma lo Stile Relazionale Intraprendente, caratterizzato da uno stile comunicativo carico di energia.

  • Nella forma immatura è il tipo che ribolle costantemente, è iperattivo e sa faticare per ciò che vuole ottenere
    Si sdegna e s’irrita facilmente, esplode facilmente in crisi di aggressività
  • Nella forma evoluta è  gran lavoratore, è potente e riesce ad attivare gli altri con la sua stessa energia
    Vive in una continua tensione spinto dal desiderio di giustizia, dall’impegno, dalla motivazione al lavoro e al coraggio

Indirizzo dell'intervento di Counseling:

Insegnare a dare un’armonia e un ritmo alla tensione interna, in modo che non esca come un uragano, ma solo come una pioggerellina, dove e quando serve.
E’ importante che la persona a volte si spenga per trovare momenti di pace e per dare alle sue azioni un indirizzo più attento.

 

Riassunto

Emozione di base: rabbia

Controllo valutativo dello stimolo: attivazione

Profilo aggressivo

Intelligenza: cinestesica

Azione educativa in cui è capace: incoraggiamento/motivazione

Stile comunicativo: simbolico

Deriva patologica: disturbo paranoide della personalità. Pensieri costanti nella testa che non si placano mai.

Qualità: è una persona coraggiosa, in grado di motivare, attivo, dinamico, diretto, affidabile, giusto, tenace, coraggioso, forte.

 

 

Stile Relazionale Creativo

Dall’emozione del Distacco/Disgusto prende forma lo Stile Relazionale Creativo.

La persona vive soprattutto nel pensiero, distaccato dal mondo delle relazioni e degli oggetti.

  • nella forma immatura è superbo, si sente differente dagli altri ed ha grande stima di sé
    sente forte il valore della libertà e non tollera di essere incastrato.
    Non ha un buon controllo neppure sul suo corpo (appare disarticolato), sui capelli (spesso scompigliati) e sul suo non verbale (incoerente con il verbale).
    è facilmente ipercritico, snob. Rischia anoressia e emarginazione sociale perché tendente al narcisismo.
    lo spazio in cui si muove è disordinato e caotico, pieno di cose diverse, a cui cambia destinazione d’uso a seconda delle esigenze.
  • Nella forma evoluta è in grado di viaggiare con i pensieri a livelli differenti.
    è una persona libera, con buona autostima, capace, nel caso, di gestire la propria solitudine, estremamente acuto e originale. E' abile nella comprensione cognitiva. Dotato di senso artistico, intuizione, talvolta di genialità.

Indirizzo dell'intervento di Counseling:

aumentare il livello di concretezza e radicamento. Far sentire la persona vista e capita.

 

Riassunto

Emozione di base: distacco/disgusto

Controllo valutativo dello stimolo: attivazione + controllo

Profilo creativo

Intelligenza: spaziale

Azione educativa in cui è capace: insegnamento

Stile comunicativo: narrativo

Deriva patologica: disturbi dissociativi

Qualità: Creativo, intuitivo, senso artistico, libero, autosufficiente, buon livello di autostima, acuto, originale, geniale

 

 

Stile Relazionale Coinvolgente 

Dall’emozione del Piacere/Desiderio deriva lo Stile Relazionale Coinvolgente caratterizzato da uno stile comunicativo coinvolgente, talvolta carismatico.

  • nella forma immatura la persona è continuamente alla ricerca di emozioni intense, in un’oscillazione costante tra angoscia e piacere.
    tendenzialmente narcisista è incoerente, volubile, incontenibile, poco capace di concentrarsi.
    ricerca costantemente il piacere e cade nella noia quando non lo trova; riesce però ad appassionarsi e trovare molta energia quando si innamora di qualcosa o di qualcuno
    è incostante perché insegue sempre ciò che può dare piacere o più piacere; nei confronti del partner è tendenzialmente infedele, è generoso ma non perché orientato all’altro, bensì perché orientato al piacere.
  • Nella forma evoluta si presenta come una persona carismatica, generosa e la sua personalità è caratterizzata da slancio e attrazione verso gli altri, fantasia, entusiasmo, propensione alla felicità.

Indirizzo dell'intervento di Counseling:

invitarlo a fare una cosa alla volta, a portare a termine quello che ha cominciato; inoltre è necessario insegnargli a gustare il sapore delle cose che sta facendo e a godersi la soddisfazione dei traguardi raggiunti riducendo la superficialità emozionale e incrementando la concretezza.

 

Riassunto

Emozione di base: piacere/desiderio

Controllo valutativo dello stimolo: arousal

Profilo emozionale

Intelligenza: dialogica

Azione educativa in cui è capace: Motivazione, Coinvolgimento

Stile comunicativo: dinamico

Deriva patologica: istrionismo, isteria, teatralità

Qualità: passionale, romantico, generoso, carismatico, entusiasta, fantasioso, raffinato, scanzonato, capriccioso, divertente.

 

 

Stile Relazionale Tranquillizzante

Dall’emozione della Pace/Quiete deriva lo Stile Relazionale Tranquillizzante, che si esprime con uno stile comunicativo accomodante e flessibile.

  • nella forma immatura si perde nei pensieri delle cose che dovrebbe fare nella realtà
    odia i conflitti solo perché lo agitano e disturbano la sua quiete, e fatica ad attivarsi perché è decisamente pigro
    è la persona che fugge dagli impegni e dalla realtà attraverso l’anestesia emozionale e l’indifferenza.
    può tendere alla bulimia.
  • nella forma evoluta è un tipo flemmatico, elegante, dotato di una certa capacità di armonizzare forme e colori, è una persona che sa tranquillizzarsi e tranquillizzare, che si rilassa e dona pace a se stesso e agli altri, è un ottimo mediatore, parla poco e sempre al momento giusto.

Indirizzo dell'intervento di Counseling:

incoraggiarlo costantemente al raggiungimento di piccoli traguardi, che possano stimolarlo ad andare avanti. Gratificarlo per i risultati raggiunti. Metterlo in guardia rispetto alla indolenza.

 

Riassunto

Emozione di base: pace/quiete

Controllo valutativo dello stimolo: arousal + attivazione + controllo

Profilo evitante

Intelligenza: musicale

Azione educativa in cui è capace: tranquillizzazione

Stile comunicativo: narrativo

Deriva patologica: catatonia, apatia, depressione, autismo

Qualità: flessibile, accomodante, elegante, portatore di quiete, mediatore, silenzioso.

 

 

Stile Relazionale Sensibile

Dall’emozione di base della Vergogna deriva lo Stile Relazionale Sensibile, che si esprime attraverso l’empatia e la delicatezza

Cresciuto all’ombra di qualcun altro, sa stare in disparte e quasi non ci si accorge della sua presenza.

  • nella forma immatura si sente piccolo e indifeso, inferiore agli altri, incapace, intrappolato nella vergogna
    ha una bassa stima di sé, non vuole attirare l’attenzione perché pensa di non meritarla
    non vuole essere al centro dell’attenzione perché questo metterebbe in luce parti di sé che non vuole invece far vedere
    introverso non riesce a gestire la sua sensibilità, spesso dà alle cose che succedono significati simbolici
    spesso rimane in disparte e talvolta si svaluta fino a sabotare la sua vita
  • Nella forma evoluta è sensibile ed empatico, ha una grande capacità di sacrificio, comprende le esigenze altrui senza che vengano espresse e cerca di esaudire i desideri senza mai rinfacciare ciò che fa

Indirizzo dell'intervento di Counseling:

stimolarlo a diventare coraggioso, a muoversi e diventare intraprendente, attraverso la realizzazione di progetti. Per far ciò sono indispensabili disciplina e metodo, che gli consentono di scandire le fasi del suo lavoro e facilmente individuare i progressi.

Riassunto

Emozione di base: vergogna

Controllo valutativo dello stimolo: arousal + controllo

Profilo inibito

Intelligenza: intrapersonale

Azione educativa in cui è capace: sostegno

Stile comunicativo: narrativo

Deriva patologica: disturbo evitante della personalità

Qualità: Empatico, buon ascoltatore, sensibile, riservato, attento, servizievole, accurato, attento

 

 

Stile Relazionale Affettivo

Dall’emozione dell’Attaccamento deriva lo Stile Relazionale Affettivo.
E’ la persona a cui è mancato l’amore, per cui lo cerca ovunque.

  • nella forma immatura ha sempre bisogno di essere visto, guardato, riconosciuto
    è quello che fa sempre un commento al cinema o in classe, è il signore anziano che staziona sotto al Palazzo per chiacchierare con chiunque gli capiti accanto
    è un po’ maldestro, perché mette molta energia nel fare le cose, per conquistare l’amore altrui.
    Nel gruppo di amici è il clown, quello che si fa prendere in giro per suscitare l’ilarità dei compagni
    quello che abbraccia tutti e cerca il contatto corporeo nel parlare
    è il tipo che ubbidisce, se questo gli può far ottenere attenzione  e  amore rischiando così di diventare dipendente
    può diventare il gregario nelle bande dei bulli per ottenere il riconoscimento e l’ammirazione del leader
    è il tipo in sovrappeso, perché mangia quando si sente triste
  • Nella forma evoluta è fedele, leale e devoto
    in famiglia e con gli amici è l’esperto della socialità, quello che crea unione e fa ridere tutti quando le cose si mettono male
    nel lavoro, se opportunamente gratificato, diventa il dipendente fedele e devoto, che esegue gli ordini senza protestare.

Indirizzo dell'intervento di Counseling:
sostenere l'autostima ed il confine. Sollecitarlo ad entrare in contatto con se stesso, anche eseguendo attività motorie

 

Riassunto

Emozione di base: attaccamento

Controllo valutativo dello stimolo: arousal + attivazione

Profilo nutritivo

Intelligenza: interpersonale

Azione educativa in cui è capace: gratificazione

Stile comunicativo: narrativo

Deriva patologica: disturbo dipendente di personalità

Qualità: Fedele, leale, disponibile, gratificante, ironico, solare


Lettura del Grafo di Stile Relazionale

In generale il punteggio totale di un questionario dovrebbe essere compreso tra i 20 e i 120/125: al di sotto dei 20 non è possibile ricavare un’interpretazione, perché il soggetto è troppo disimpegnato, al di sopra dei 125 il questionario indica una persona che non ha uno stile relazionale definito e che probabilmente  sta vivendo un momento di forte crisi di identità.

I livelli di lettura del Grafo sono:

  • A - Sfera delle relazioni intime: indica la relazione con familiari, partner, amici ecc. 
  • B - Sfera delle altre relazioni: indica la relazione con conoscenti 
  • C - Sfera delle relazioni con il Sè: indica la relazione con se stessi

Mentre i punteggi relativi alla sfera delle relazioni intime e delle altre relazioni possono variare più velocemente, i punteggi relativi alle relazioni con il Sè hanno un’importanza più storica, nel senso che descrivono atteggiamenti più stabili e continuativi.

  

La forma: 

la prima interpretazione da dare di un grafo riguarda la forma: quanto più è circolare la linea del punteggio totale, tanto più è armonica la personalità di chi ha compilato il questionario, perché una forma armonica indica che quella persona ha tutte gli stili comportamentali, con affinità e opposizioni bilanciate e simmetriche.

Se, al contrario, il perimetro appare disarmonico (baricentro spostato su una direzione, appiattito sui poli, oppure a forma stellare ecc) indica che il soggetto sta vivendo situazioni di particolare intensità, corrispondenti ai punteggi più alti nelle varie caratteristiche.

 

Generalizzando:

  • i punteggi alti rappresentano le risorse della persona
  • i punteggi più bassi indicano ciò in cui l’individuo è carente
  • gli angoli concavi indicano situazioni che non sono pienamente alla coscienza della persona

Lo strumento del Grafo di Stile relazionale è utile al Counselor per:

  • escludere possibili derive patologiche o disturbi importanti di personalità. Vedi derive patologiche evidenziabili dal grafo.
  • farsi una prima idea generale dello stile relazionale del cliente, dei suoi punti di forza e delle sue fragilità nelle varie relazioni: nelle relazioni intime, nelle altre relazioni, con se stesso.
  • entrare in relazione con il cliente ponendosi in una posizione di curiosità rispetto a quanto descritto dal cliente

Conclusioni

Utilizzando lo strumento del Grafo di Stile relazionale, nel Counseling Relazionale preferiamo parlare di osservazione fenomenologica anziché di interpretazione.

 

L’interpretazione porterebbe inevitabilmente a essere direttivi nei confronti del cliente, l’osservazione fenomenologica al contrario permette al Counselor di entrare in relazione con il Cliente ponendo domande e riflessioni su ciò che osserva e lasciando che il cliente commenti e si interroghi sul significato dei rimandi.

 

Per esempio:

“noto che dal tuo grafo (che deriva dal questionario che tu hai compilato) risulta che hai un comportamento relazionale molto responsabile, ma il tuo stile relazionale risulta essere poco coinvolgente… ha un significato per te?”

oppure

“noto che pare tu abbia un comportamento relazionale molto sensibile, nella tua esperienza è probabile tu abbia incontrato l’emozione della vergogna… è possibile questo?”