Integrative Holistic Body Emotional Sistem

Presentazione Master Metodo Ihbes® - Seconda parte


 

Nella prima parte del Master in Metodo Ihbes® abbiamo ottenuto una mappa e alcuni Strumenti per raggiungere il Sé e da questi rispondere all’Esistenza e alle sfide che propone.

 

Abbiamo capito come far si che il Cliente, con un profondo e ordinato lavoro di introspezione, possa giungere a conoscere la propria Indole, a elaborare buona parte dei Vissuti, a capire quali Tendenze siano presenti nel momento e quale sia una percentuale di Empatia funzionale alle relazioni.

abbiamo sviluppato:

  • la conoscenza delle teorie fondanti il Metodo Ihbes®
  • la competenza nel trasmettere e spiegare le teorie fondanti il Metodo Ihbes®
  • La competenza di accompagnare il Cliente nella ricerca del suo Sé

In questa seconda parte del Mater Esperienziale gli obiettivi saranno:

  • abilità avanzata nell’utilizzo di attenzione, percezione, suono;
  • abilita avanzata nell’uso della respirazione consapevole;
  • abilita nel raggiungere e mantenere una buona Consapevolezza emotiva e corporea;
  • competenza nel favorire lo sviluppo della percezione corporea del Cliente;
  • competenza nel sostenere il completamento del Processo di Crescita Personale del Cliente attraverso Tecniche e Strumenti che permettano di integrare nel corpo le comprensioni della mente.

E’ risaputo infatti, che la mente influenza il corpo, ma è anche vero che modificando gli atteggiamenti del corpo diviene possibile modificare gli schemi emotivi e mentali.

Nella seconda parte del Master offriamo al Professionista la possibilità di acquisire e mantenere una maggior sensibilità corporea proponendo una serie di esperienze pratiche di ascolto attivo di sé per entrare in un contatto il più possibile piacevole e non giudicante con percezioni, emozioni e sentimenti.

 

Nella parte esperienziale del Master in Metodo ihbes® lavoreremo attraverso l’espressione corporea e la Presenza.

Utilizzando il movimento spontaneo, il suono, la respirazione consapevole, l’attenzione, la creatività, e altro ancora, sarai sostenuto/a ad apprendere o riapprendere nuove e più funzionali modalità relazionali.

 

Il Partecipante al Master sarà invitato, ancora una volta, a rivisitare il suo Percorso di Crescita Personale, ad entrare in contatto con emozioni conosciute e non, per acquisire una maggiore consapevolezza della relazione tra la dimensione fisica e qualla psichica.

Tali esperienze, e la discussione in gruppo, forniranno strumenti utili per vivere al meglio la realzione con proprio corpo ed essere in grado di traferire al Cliente, avendone fatto esperienza, Tecniche in grado di generare un reale cambiamento nella vita di tutti i giorni.

 

Questo Master potrà, in alcuni momenti, divenire una sorta di “confessionale” un posto sicuro dove condividere tra pari i tuoi dubbi, i giudizi, gli errori, i sogni, le aspirazioni, le paure più recondite, mano a mano che, stimolando adeguatamente il corpo, si manifestino.

In un ambiente protetto, senza giudizio alcuno, attraverso la condivisione potrai lasciare tutto ciò che non serve più, per essere integro, sereno, gioioso.

 

La connessione con il Sé, inteso come essenza unica di tutte le cose, richiede che si impari ad essere in connessione con tutto il mondo animale, vegetale e minerale, senza inutili sentimentalismi, ma sviluppando la sensazione di appartenenza fino a poter percepire, almeno per qualche attimo, un assaggio di Trascendenza.
Per acquisire questa sensibilità lavoreremo anche a stretto contatto con elementi naturali: il Bosco con le sue piante e i suoi animali, il Torrente, il fuoco, contatteremo gli elementi della Natura facendo esperienza di essi in più modalità.

 

Il Master Esperienziale in Metodo ihbes® ti consentirà di ottenere:

  • competenza avanzata nel palesare Autenticità e Coerenza nella relazione con sé stessi e il mondo;
  • competenza avanzata nel rimanere fedeli a se stessi e contemporaneamente stare in relazione con il prossimo;
  • abilità nel sostenere l’introspezione del cliente e la messa in discussione di idee, pregiudizi e convinzioni limitanti;
  • abilità nel riconoscere la condizione disfunzionale di Empatia, Carattere, Vissuti, Sé;
  • abilità nel sostenere la relativizzazione storia personale del Cliente;
  • abilità nel riconoscere il flusso di Energia e i relativi blocchi;
  • competenza nel riconoscere una frammentazione e orientare la de-frammentazione;
  • competenza nel promuovere lo Sviluppo della Coscienza del Cliente;
  • competenza nel trasmettere il principio di Olismo.

Come raggiungeremo questi obiettivi:

Per sostenere il perenne viaggio verso il Sé necessita un corpo collaborante, che non disturbi lanciando segnali di disagio destabilizzanti o paralizzanti, che non si rifugi nella malattia, nella stanchezza per rimandare il cambiamento o le scelte necessarie.

Un corpo che, sia in grado di reggere lo stress, la frustrazione, di vivere fino in fondo le emozioni, di lasciar sviluppare i sentimenti, un corpo in grado di celebrare la bellezza dell’essere vivi.

 

In questo Master proporremo Tecniche di Meditazione, Esercizi e Pratiche Sapienziali (adattate momento per momento a ciò che si presenta nel Gruppo) che ci permettano di affinare le competenze di osservazione ed ascolto del corpo per identificare e trasformare le emozioni ed i sentimenti destabilizzanti: la paura di sbagliare, la vergogna, l’imbarazzo, il giudizio altrui/nostro, in altre parole tutto ciò che limita accesso al Sé per scoprire la gratitudine, l’allegria, la vitalità.

Impareremo a decodificare le percezioni corporee con gli strumenti del Metodo Ihbes®

Esploreremo le memorie che sono rimaste intrappolate nel corpo a seguito dei nostri Vissuti.

Faremo si che il nostro corpo diventi sempre più adatto a sostenere le mutevoli esperienze che la vita propone per poter essere esempio credibile per i nostri Clienti.

 

Tecniche di Meditazione ed Esperienze:

Sono molte le tecniche di Meditazione, gli esercizi e le pratiche sapienziali utili a raggiungere gli obbiettivi descritti.

Di seguito ne elenchiamo alcuni. Durante il Master utilizzeremo quelli che si riterranno più funzionali al gruppo.

Ogni Trainer in Metodo Ihbes® potrà scegliere, a seconda dell' approccio a lui più pertinente, quali Strumenti del Metodo proporre oppure sostituire con altri Strumenti aventi finalità simili.

 

 

Tecniche di Meditazione

Visualizzazioni guidate

I cinque Ritmi di Gabrielle Roth

No Dimension Meditation (4 direzioni)

Kundalini Meditation (singolo e in coppia)

Chakras Breathing Meditation (singolo e in coppia)

Gibberish Meditation

Whirling Meditation

 

Esperienze in aula

Esperienze per cambiare esperienze

Sustaining Constaancy Exercises

Il risveglio della Kundalini

La Medusa

Respiro di fuco e varianti

esercizi di sensibilizzazione sensoriale

esercizi di respiro consapevole

Presentarsi con un movimento

Movimento spontaneo

Movimenti passivi

Incontrarsi e trovare il movimento

L’arte dell’abbraccio

Check-up del corpo

Riequilibrio dei Chakra

Lavoro sul confine

Lavoro con dovrei

 

Esperienze in Natura

esercizi di sensibilizzazione sensoriale in Natura

Esperienza nel cerchio Ihbes®

camminare in Presenza (diverse varianti)

Dormire nel bosco

Battesimo nel torrente

Accendere il proprio fuoco

Caccia all’Anima

Esperienza di silenzio

Riti di passaggio

 

Per verificare l’avvenuto dissolversi dei blocchi corporei che impediscono il naturale fluire dell’Energia utilizzeremo la mappa dei Chakra, non nell’ordine dei medesimi, ma diventando attenti di momento in momento all’emergere nel gruppo dei vari temi:

 

1° Sessualità - intimità – piacere - Eros (vergogna, Inibizione, pregiudizio)

2° Vitalità emotiva (paura di perdere il controllo, collegamenti con i Vissuti)

3° Autostima, Coraggio, Assertività (Introietti, paura del giudizio)

4° Amorevolezza, confine (aridità di sentimento, scoraggiamento)

5° Comunicazione, attitudine “artistica” (non detti, retroflessioni, pensieri limitanti)

6° Intuizione, intelligenza analogica (eccessiva razionalità, desensibilizzazione)

7° Connessione con il Tutto, estasi, contatto con la Natura (mancanza di fiducia)

 

 


Tecniche di Respirazione Consapevole

 

Il respiro è la più conscia delle facoltà inconsce

Il respiro porta alla sfera limbica dove cognizione e ragionamento non comandano più, ma comandano le emozioni

Respirare poco e male è una abitudine molto diffusa. Imparare ad usare il respiro per sostenerci nei momenti di felicità o difficili prevede un allenamento

E’ il metodo più veloce per uscire dalla testa e arrivare al corpo

Col respiro si aprono schemi muscolari rigidi

Col respiro si impara a tollerare momenti intensi della vita: amore, sesso, disaccordo, esperienze spirituali, ecc.

La paura di respirare

è normale trovarsi di fronte a delle resistenza quando si chiede ad una persona di modificare, ampliare o anche solo di portare attenzione alla sua respirazione.

Respirare è il primo segnale di individualità. Quando siamo in grado di respirare autonomamente il cordone ombelicale può venir reciso, così da separare definitivamente la madre dal neonato. Questa azione quando vissuta la prima volta è traumatica:

urgenza di inspirare per non morire, violenza per la recisione del cordone, sofferenza per la separazione, dolore perché la prima inspirazione improvvisa provoca effettivamente dolore.

 

 

Esistono tre tipi di respiro:

Simpatico (toracico e veloce)

  • aumenta la vitalità e l'energia
  • fa avvertire le tensioni muscolari e può portare in reazione
  • se protratto nel tempo induce la persona ad entrare in contatto con la sua personale verità e forse a sentire la necessità di esprimerla
  • se protratto nel tempo genera iper-ossigenazione con possibilità manifestazione di sintomi della tetania. I sintomi sono facilmente reversibili riducendo la respirazione.

Parasimpatico (addominale e lento)

calma e centra

induce lo stato meditativo

genera radicamento e centratura

si usa quando il simpatico è controindicato

Vagale lungo

comprende tutto è tranquillo e centrato

permette di contenere emozioni forti per integrarle

 

 

 

Principali casi di resistenza all'ampliamento della respirazione da parte del cliente:

dire no interiormente

respirare più piano

colpi di sonno

sbadigliare

cercare di parlare

arrendersi (non ce la faccio più)

dolori lagne lamenti

distrarsi in tutti i modi

fare scenate

non mantenere il contatto

non rispondere

tenere il respiro al minimo

tirare fuori forti convinzioni

bloccare una parte del corpo

andare in agecy, o in carattere durante un esercizio di respirazione è naturale

Respirare ci insegna a vivere

Queste resistenze spesso vengono superate con il progressivo allenamento fino a giungere al piacere di respirare. Nel respiro incontriamo la parte più autentica d noi, troviamo le intuizioni, il coraggio, la decisione. Il respiro è un grande Maestro.

 

L'uso del respiro

sollecitare l'aumento della respirazione solo fin dove è ben tollerabile per il cliente

verificare se il respiro ha ottenuto il risultato per cui si è proposto

far descrivere le percezioni fisiche dopo la respirazione

Insegnare la respirazione:

spesso il modo migliore per insegnare una tecnica di respirazione è quella di dire al cliente: “E’possibile per te guardare come respiro e poi provare?"

Lasciare che sia il cliente a decidere - "per me va bene il tuo si come il tuo no"

Quando c'è divergenza di opinioni su come avviene la respirazione rispecchiare: "a te sembra che... io invece noto che..."

A volte il rispecchiamento è vissuto come una critica: "cosa c'è che non va?"

in questo caso la risposta può essere: "quale tipo di osservazione da parte mia ti serve per sentirti capita e non infastidita?"

 

Controindicazioni all’uso di tecniche di amplificazione del respiro:

dolori seri alla schiena

disturbi di personalità conclamati

gravidanza

problemi cardiaci

pressione alta

molta prudenza in casi di asma

tenere conto che in presenza di traumi da elaborare: stupro, incidente, morte, divorzio, il respiro porta in contatto con il dolore sofferto

Condurre Tecniche di Meditazione

Questa competenza si apprende nel Master in Metodo Ihbes® e richiede una lunga sperimentazione su se stessi prima di lavorare con altri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Tecniche di Meditazione del Metodo Ihbes®

Nell'ampio panorama delle tecniche di meditazione, nel Metodo Ihbes® ne sono proposte alcune:

· Tecniche d’Ascolto

· Meditazioni Dinamiche

· Meditazioni Statiche

· Meditazioni immaginative

 

Meditazione è una parola che arriva dal latino meditatio, ovvero “riflessione”. Questo termine però non chiarisce a fondo il concetto di Meditazione.

Si tratta in pratica di portare l’attenzione nel momento presente, al respiro e alle percezioni corporee con un atteggiamento di sospensione di giudizio e di accettazione di quello che succede.

La Meditazione è in sostanza un metodo per conoscersi a fondo e lavorare con se stessi, che può generare uno stato di profonda pace interiore quando la mente è calma e silenziosa.

La Meditazione non è una pratica religiosa: sebbene venga impiegata da millenni in diversi rituali religiosi e sia affine alla preghiera sotto molti aspetti, la meditazione nasce molto prima delle religioni, e la pratica meditativa in sé non è collegata in alcun modo ai rituali sacri.

L’unico punto in comune è la possibile riscoperta della propria spiritualità.

La Meditazione non è un mezzo per indurre visioni mistiche e non va praticata aspettandosi effetti speciali, qualunque aspettativa rende vana il tentativo di meditare.

La Meditazione può essere usata come una semplice tecnica di rilassamento o come un mezzo profondo per la crescita della consapevolezza, come una forma di cura di sé.

I benefici della meditazione sono ormai noti ed esistono letterature corpose e solide evidenze scientifiche.

La National Library of Medicine, creata dal governo federale degli Stati Uniti d’America, è la più grande biblioteca medica del mondo e accoglie moltissimi studi pubblicati sulle riviste medico-scientifiche che trattano dei vantaggi derivanti dal praticare la Meditazione e quanto la Meditazione possa aiutare a ripristinare uno stato di benessere e di equilibrio.

Le differenze fra le tecniche meditative esistenti e gli scopi del meditare sono davvero molte: dalle tradizionali tecniche orientali alle più moderne Meditazioni Dinamiche, alle Meditazione Immaginativa.

Nel Metodo Ihbes® vengono proposte diverse tecniche in modo tale che la persona possa trovare quella più adatta a raggiungere quello stato di coscienza chiamato Meditazione.


Ci piace ricordare che la Meditazione non si può ”fare”, si possono fare molte Tecniche, ma la Meditazione accade e accade come un attimo di trascendenza per ognuno con sensazioni e stati d’animo diversi spesso difficilmente descrivibili a parole.

 

La Respirazione

Non possiamo parlare di Tecniche di Meditazione senza prima occuparci del respiro.

Esistono tre tipi di respiro:

Simpatico (toracico e veloce)

aumenta la vitalità e l'energia

fa avvertire le tensioni muscolari e può portare in reazione

se protratto nel tempo induce la persona ad entrare in contatto con la sua personale verità e forse a sentire la necessità di esprimerla

se protratto nel tempo genera iper-ossigenazione con possibilità manifestazione di sintomi della tetania. I sintomi sono facilmente reversibili riducendo la respirazione.

Parasimpatico (addominale e lento)

calma e centra

induce lo stato meditativo

genera radicamento e centratura

si usa quando il simpatico è controindicato

Vagale lungo

comprende tutto è tranquillo e centrato

permette di contenere emozioni forti per integrarle

Caratteristiche del respiro:

Il respiro è la più conscia delle facoltà inconsce

Il respiro porta alla sfera limbica dove cognizione e ragionamento non comandano più, ma comandano le emozioni

Respirare poco e male è una abitudine molto diffusa. Imparare ad usare il respiro per sostenerci nei momenti di felicità o difficili prevede un allenamento

E’ il metodo più veloce per uscire dalla testa e arrivare al corpo

Col respiro si aprono schemi muscolari rigidi

Col respiro si impara a tollerare momenti intensi della vita: amore, sesso, disaccordo, esperienze spirituali, ecc.

La paura di respirare

è normale trovarsi di fronte a delle resistenza quando si chiede ad una persona di modificare, ampliare o anche solo di portare attenzione alla sua respirazione.

Respirare è il primo segnale di individualità. Quando siamo in grado di respirare autonomamente il cordone ombelicale può venir reciso, così da separare definitivamente la madre dal neonato. Questa azione quando vissuta la prima volta è traumatica:

urgenza di inspirare per non morire, violenza per la recisione del cordone, sofferenza per la separazione, dolore perché la prima inspirazione improvvisa provoca effettivamente dolore.

 

Principali casi di resistenza all'ampliamento della respirazione da parte del cliente:

dire no interiormente

respirare più piano

colpi di sonno

sbadigliare

cercare di parlare

arrendersi (non ce la faccio più)

dolori lagne lamenti

distrarsi in tutti i modi

fare scenate

non mantenere il contatto

non rispondere

tenere il respiro al minimo

tirare fuori forti convinzioni

bloccare una parte del corpo

andare in agecy, o in carattere durante un esercizio di respirazione è naturale

Respirare ci insegna a vivere

Queste resistenze spesso vengono superate con il progressivo allenamento fino a giungere al piacere di respirare. Nel respiro incontriamo la parte più autentica d noi, troviamo le intuizioni, il coraggio, la decisione. Il respiro è un grande Maestro.

 

L'uso del respiro

sollecitare l'aumento della respirazione solo fin dove è ben tollerabile per il cliente

verificare se il respiro ha ottenuto il risultato per cui si è proposto

far descrivere le percezioni fisiche dopo la respirazione

Insegnare la respirazione:

spesso il modo migliore per insegnare una tecnica di respirazione è quella di dire al cliente: “E’possibile per te guardare come respiro e poi provare?"

Lasciare che sia il cliente a decidere - "per me va bene il tuo si come il tuo no"

Quando c'è divergenza di opinioni su come avviene la respirazione rispecchiare: "a te sembra che... io invece noto che..."

A volte il rispecchiamento è vissuto come una critica: "cosa c'è che non va?"

in questo caso la risposta può essere: "quale tipo di osservazione da parte mia ti serve per sentirti capita e non infastidita?"

 

Controindicazioni all’uso di tecniche di amplificazione del respiro:

dolori seri alla schiena

disturbi di personalità conclamati

gravidanza

problemi cardiaci

pressione alta

molta prudenza in casi di asma

tenere conto che in presenza di traumi da elaborare: stupro, incidente, morte, divorzio, il respiro porta in contatto con il dolore sofferto

Condurre Tecniche di Meditazione

Questa competenza si apprende nel Master in Metodo Ihbes® e richiede una lunga sperimentazione su se stessi prima di lavorare con altri.

 

Tecniche d’Ascolto

….

 

Tecniche di Meditazione Dinamiche

….

 

Tecniche di Meditazione Statiche

….

 

Tecniche di Meditazione Immaginative Evolutive Ihbes® - (M.i.e.i)

Sono un evoluzione delle tecniche descritte precedentemente e richiedono una competenza avanzata, finalizzata alla ricerca di un ascolto sempre più intenso e funzionale, una Meditazione da portare nella vita ogni giorno, con risultati tangibili.

 

Le M.i.e.i sono un efficace strumento per ridurre lo stress, l’ansia, superare paure, migliorare prestazioni mentali e fisiche e generare i cambiamenti desiderati.

Con le M.i.e.i si può arrivare ad un momento di intimità con noi stessi molto profondo.

Nel movimento meditativo posso rendere il corpo partecipe di ciò che accade, questo ci insegna a liberare le emozioni, a lasciare andare le rigidità, l’imbarazzo, ad integrare le parti di noi in conflitto, accogliendole.

A trasformare idee fisse in nuove prospettive, rispetto ai vissuti del passato.

Infine a radicare portando nella vita, nuove comprensioni, nuovi paradigmi.

In questo modo non fuggo, non esulo dal corpo, ma ne faccio uno strumento fondamentale, in grado di sostenere le emozioni e le situazioni della vita, in un processo fluido e più consapevole.

 

Attraverso la Meditazione Immaginativa consapevole è possibile riprogrammare l’inconscio in maniera positiva, migliorare lo stato di salute e raggiungere un maggiore benessere.

Possiamo richiamare alla mente ricordi di eventi, luoghi e sensazioni fino a percepirli con i sensi proprio come se fossero reali.

 

Il beneficio viene così amplificato e mantenuto per più tempo, diventa una novità assimilabile.

Arrivare al proprio Sé è in fondo proprio il sentire l’unione delle nostre parti, accogliendo e integrando, possiamo percepirne la forza, l’unicità e la bellezza.

 

Nonostante il nostro cervello sia in grado, tramite specifici neuroni, di distinguere l’immaginazione dalla realtà, immaginare una tazzina di caffè, anche ad occhi chiusi, attiverebbe la nostra corteccia visiva, proprio come quando la tazzina è realmente davanti ai nostri occhi.

E’ consolidata la teoria secondo cui un’immagine mentale, può influenzare i nostri sensi tanto quanto un’immagine reale.

 

Creare delle immagini nella mente non è un modo per staccarsi dalla realtà.

La Meditazione Immaginativa deve avere degli obiettivi precisi.

E’ una tecnica consolidata per aiutare ad affrontare le difficoltà quotidiane con il giusto atteggiamento e può permettere il raggiungimento di obiettivi importanti.

Le tecniche immaginative, attraverso l’uso della suggestione agiscono sul tono muscolare e sul sistema nervoso, possono generare reazioni fisiche di rilassamento o di attivazione, originare intuizioni, stimolare la creatività, aumentare il senso di auto-efficacia.

L’immaginazione è un ingrediente fondamentale nei processi creativi.

E’ importante ricordare che quando visualizziamo stiamo dando un ordine al nostro inconscio.

Il mondo interiore si esprime attraverso immagini più che tramite parole. Imparare a decifrare questo linguaggio è importante per vivere al meglio e realizzare se stessi.

 

Il cambiamento di Coscienza avviene in noi quando, elaborando i nostri vissuti, li portiamo in luce, osservando da diverse prospettive, riusciamo a comprendere quanto siano stati fondamentali a fare di noi ciò che siamo oggi.

Permettendoci una ricerca profonda, riconosciamo le nostre emozioni che hanno generato, dando loro un nuovo spazio nella consapevolezza, le trasformiamo in crescita e in sentimento.

L’amore per noi stessi e per ciò che ci circonda, nasce dalla capacità di riconoscere la bellezza nelle piccole cose.

 

Nel respiro consapevole, si affina la capacità di sentire il corpo, si fa l’esperienza di esistere, di essere parte di qualcosa di più grande, di un Sé più espanso, che trascende la nostra comprensione e amplifica il campo energetico del cuore.

 

L’esperienza viene così ampliata in tutto il nostro essere e ci permette di trasformare un’idea fissa, una proiezione mentale del nostro quotidiano.

L’esperienza ha un enorme valore, va a smontare anni di credenze limitanti, se si fa esperienza, si può più facilmente permettere, di immaginare un cambiamento.

Così attraverso l’immaginazione rendiamo possibile qualcosa di diverso, di nuovo.

Come un seme un pensiero cresce in noi, apre nuove sinapsi, ci permette di accedere a spazi di armonia e benessere e di portarli come una rinnovata matrice nella vita.

 

L’immaginazione nelle m.i.e.i.

Le capacità della nostra mente di portare, attraverso le immagini e la fantasia, un beneficio nel corpo sono ad oggi un mondo ancora molto inesplorato.

Attraverso questa tecnica, possiamo farne una piccola, ma importante esperienza, sapendo di dirigere le nostre vele verso un mare sconosciuto, ma con la grande curiosità di scoprire nuove rotte.

I benefici visti sino ad oggi, sono stati immediati ed evolutivi nel proseguo del percorso.

Un insegnamento che ci arriva da una pratica personale, avrà il valore di essere sempre unica per ognuno e potrà essere ulteriormente personalizzata ed ampliata, sia in gruppo che in singola sessione.

 

 

Tipi di M.i.e.i

Esistono due tipi di questa Tecnica di Meditazione il primo, le M.i.e.i statiche sono propedeutiche al secondo, le M.i.e.i cinestetiche.

Nelle prime il partecipante rimane fermo e semplicemente immagina di fare quanto descritto dalla voce guida, nelle seconde il partecipante è invitato a fare, rimanendo sempre nello stesso posto, i movimenti e le azioni descritte dalla voce guida.

Si partirà nel trasmettere esercizi semplici di visualizzazione da seduti, per poi amplificane le esperienze attraverso il movimento del corpo, quando ci saranno le condizioni adatte.

Le persone che iniziano devono prima riuscire ad acquisire una maggiore confidenza con il proprio corpo, libero da imbarazzo e resistenze, per poter arrivare ad un movimento sempre più spontaneo e naturale.

Va da sé che le tecniche avanzate potranno essere quasi una danza espressiva, che coinvolgerà tutto il corpo, anche attraverso il suono della propria voce.

Con il fine di portare in noi, benessere, armonia, presenza, traendo insegnamento dalle immagini della natura, o dagli archetipi con i quali, attraverso il racconto, si entra in contatto.

 

Linee guida per costruire una Tecnica di Meditazione immaginativa

La competenza di creare questo tipo di meditazione immaginativa si genera attraverso l’attenzione ai particolari della tecnica, nei tempi di ascolto, nei tempi di silenzio e assimilazione.

Per essere efficace una Meditazione Immaginativa deve rappresentare un processo che gradualmente coinvolga mente, corpo, percezione ed emozioni.

All’attenta scelta delle parole che a volte evocano archetipi, suggestioni, o percezioni che dalla mente arrivano al corpo o dal corpo alla mente.

Il suono di ogni parola viene curato, attraverso una regola armonica diventa immagine, percezione e movimento.

Quando ti proponi di scrivere la tua meditazione immaginativa, fa che sia già dentro di te ciò che vuoi trasmettere, seguine semplicemente il filo, non sempre ti ritroverai dove ti eri aspettata di arrivare, a volte lasciati sorprendere.

Ma sempre, quelle immagini che trasmetterai attraverso le parole, dovranno essere state tue, attraverso quello “stare in ascolto”, della vita, della natura, delle emozioni.

Cura attentamente, ma lascia a chi ti ascolta la possibilità di creare la sua personale esperienza. Accadrà veramente una magia, ognuno riceverà ciò che in quel momento è bene per lui.

Non ti aspettare che sia uguale per tutti, che ognuno prenda sempre il massimo, questi sono piccoli semi che crescono nella Terra della Coscienza.

Tu getti semplicemente un seme, uno tra i tanti.

 

nel preparare e condurre questa tecnica sono necessari alcuni passaggi piuttosto delicati:

· obiettivo della Tecnica (qualità che si desidera far acquisire)

· istruzioni per la Meditazione

· preparazione alla fruizione

· stesura del testo

o verifica della congruità delle azioni proposte

o canali comunicativi (visivo, auditivo, cinestetico)

o passaggio dalla immaginazione alla realtà virtuale

· Conduzione della narrazione

o fase dell’assimilazione (processo di identificazione)

o tempo di sedimentazione (silenzio o base musicale)

· chiusura della Tecnica

· condivisione e restituzione

 

Obiettivo della M.i.e.i

Ci si possono porre molto obiettivi: rilassamento, aumento delle capacità di ascolto, elaborazione di un vissuto, integrazione di una parte, acquisizione di determinate qualità, cura di una parte del corpo ecc. ecc.

L’obiettivo deve essere chiaramente dichiarato nell’introduzione alla Meditazione stessa.

Es.”In questa esperienza voglio muovermi con te nello spazio degli elementi della Natura.

Come un’onda in risonanza, come un fluire, come uno scambio, per apprendere, per interiorizzare e radicarne le qualità.”

 

istruzioni per la Meditazione

Prima di iniziare la Sessione di Meditazione è importate dare delle chiare istruzioni:

· descrivere l’obiettivo che la M.i.e.i si propone

· spiegare l’utilità e il fine della fase di movimento spontaneo dando le indicazioni del caso

· ricordare il tipo di respiro che verrà usato e verificare che i partecipanti siano in grado di utilizzarlo

· chiarire se si farà una tecnica statica o cinestetica e predisporre il setting di conseguenza

· verificare che le istruzioni siano state correttamente comprese

 

Preparazione alla fruizione

Non possiamo più pensare che il corpo sia slegato dai processi della mente, non lo è mai stato e mai lo sarà, per questo nel Metodo Ihbes® ha così tanta importanza la capacità di conoscerlo a fondo e di muoverlo liberamente.

Amplificando i movimenti lo si rende flessibile, fluido; attraverso il respiro si aumenta l’intensità delle percezioni, accogliendo le emozioni si radica l’esperienza. Si impara così a sentirlo, a percepirne le tensioni e a lasciarlo esprimere liberamente.

 

La confidenza con il corpo e la capacità di muoverlo senza inibizioni e imbarazzi è un obiettivo comune a tutte le M.i.e.i

Pertanto ogni Meditazione sarà preceduta da tempo di circa 20 minuti in cui sono proposti 3/4 brani musicali che saranno scelti tenendo conto dei partecipanti, del risuonare del Campo, della situazione, dell’obiettivo.

Attraverso il movimento spontaneo (dove per spontaneo si intende lasciare che il corpo si muova non tanto a tempo di musica, ma soprattutto in base all’esigenza che sorge spontanea nel momento) si potranno sciogliere le tensioni, i blocchi emotivi, le resistenze.

Durante questo momento di preparazione sarà necessario intervenire sostenendo la presenza al respiro, con il chiedere di ampliare il movimento, di permettere al corpo di fare movimenti inusuali e creativi, non ripetitivi rispettando comunque le resistenze di ognuno, ma invitando gentilmente a una sempre maggior fluidità e piacevolezza.

 

Il movimento spontaneo con la musica ha un grande potere: muovendo il corpo si aiuta la mente ad essere meno rigida, ad aprirsi a nuove possibilità rendendo possibile la destrutturazione inconscia di informazioni precedenti: non muoverti, stai composta, così non si fa, così non va bene ecc. ecc.

 

 

 

Stesura del testo

· verifica della congruità delle azioni proposte

· canali comunicativi (visivo, auditivo, cinestetico)

· passaggio dalla immaginazione alla realtà virtuale

La competenza di creare questo tipo di meditazione immaginativa si genera attraverso l’attenzione ai particolari della tecnica, nei tempi di ascolto, nei tempi di silenzio e assimilazione.

Per essere efficace una Meditazione Immaginativa deve rappresentare un processo che gradualmente coinvolga mente, corpo, percezione ed emozioni.

All’attenta scelta delle parole che a volte evocano archetipi, suggestioni, o percezioni che dalla mente arrivano al corpo o dal corpo alla mente.

Il suono di ogni parola viene curato, attraverso una regola armonica diventa immagine, percezione e movimento.

Quando ti proponi di scrivere la tua meditazione immaginativa, fa che sia già dentro di te ciò che vuoi trasmettere, seguine semplicemente il filo, non sempre ti ritroverai dove ti eri aspettata di arrivare, a volte lasciati sorprendere.

Ma sempre, quelle immagini che trasmetterai attraverso le parole, dovranno essere state tue, attraverso quello “stare in ascolto”, della vita, della natura, delle emozioni.

Cura attentamente, ma lascia a chi ti ascolta la possibilità di creare la sua personale esperienza. Accadrà veramente una magia, ognuno riceverà ciò che in quel momento è bene per lui.

Non ti aspettare che sia uguale per tutti, che ognuno prenda sempre il massimo, questi sono piccoli semi che crescono nella Terra della Coscienza.

Tu getti semplicemente un seme, uno tra i tanti.

Particolari cui prestare attenzione:

· verifica che ci sia la massima congruità delle azioni proposte, evita pertanto che durante la narrazione il partecipante si debba farsi delle domande rispetto a come muoversi nella sua personale rappresentazione della storia. Qualunque dubbio o scelta che dovesse fare lo riporterebbe al ragionamento logico con la perdita del potere della suggestione offerta.

· utilizza tutti i canali comunicativi (visivo, auditivo, cinestetico) proponendo esperienze descritte come visioni, suoni o percezioni

· lascia la partecipante la personalizzazione della narrazzione

· nel caso di una M.i.e.i cinestetici cura il passaggio dalla immaginazione alla realtà virtuale, cioè fai in modo che sia semplice eseguire i movimenti proposti

 

Conduzione della narrazione

· fase dell’assimilazione (processo di identificazione)

· tempo di sedimentazione (silenzio o base musicale)

 

Chiusura della Tecnica

E’ necessario portare particolare attenzione a questa fase della Meditazione

…….

 

Alcune indicazioni:

· Inizia con il rilassamento: necessario sempre un momento che può essere anche di 20 minuti, nel quale si invita al movimento libero di tutto il corpo, con la musica.

le immagini interiori affiorano quando il corpo e la mente sono libere da tensioni.

· L’emozione è il motore della Meditazione Immaginativa. L’immagine mentale per essere efficace deve attivare le emozioni e i sensi.

· Le immagini interiori non sono solo visive: c’è chi visualizza meglio attraverso le sensazioni piuttosto che con le immagini. Cura pertanto di stimolare con le tue parole e con la musica tutti i canali comunicativi compreso olfatto e gusto.

· La Meditazione Immaginativa non è un modo per fantasticare, per essere efficace va ancorata alla realtà. In alcuni casi è possibile partire da un esperienza quotidiana della persona.

· Riporta spesso l’attenzione al respiro per aumentare percezioni , sensazioni ed emozioni.

· Abbi molta cura di fare pause nella narrazione sufficienti per la sedimentazione del vissuto

· Cura il movimento, accompagnando la persona a compierlo, anticipandone le resistenze, le timidezze, accogliendone le difficoltà, rispettando i tempi di ognuno.

 

 

Nelle Tecniche di Meditazione Immaginativa del Metodo Ihbes® molte volte viene proposto l’incontro e la riconnessione con elementi della Natura che evocano primordiali memorie, forze e archetipi.

La Natura è Madre e Maestra di Vita, infiniti e preziosi sono i suoi insegnamenti, che anche attraverso una tecnica di meditazione, possono arrivare a noi.

Possiamo fare veramente esperienza delle qualità della Natura, possiamo farle nostre, con un lavoro di identificazione.

Rispecchiandoci nella sua capacità di trasformare, di lasciare andare, di accogliere, di crescere, di rigenerarsi.

Nei suoni e nei silenzi, diventiamo suono e silenzio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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