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Sessione 2


La Crescita Personale, la Consapevolezza e la Spiritualità

“La religione del futuro, sarà una religione cosmica. Trascenderà il Dio personale e lascerà da parte dogmi e teologia.

Abbracciando insieme il naturale e lo spirituale, dovrà essere fondata su un senso religioso che nasce dall'esperienza di tutte le cose, naturali e spirituali come facenti parte di un'unità intelligente.” 

Albert Einstein

 

Riteniamo non sia possibile parlare di Crescita Personale e Sviluppo/Evoluzione della Coscienza, obiettivo di un Percorso con un Professionista Olistico, (specialmente qualora si sia formato anche in Metodo Ihbes®) senza parlare anche di Spiritualità.

 

Troppo spesso vediamo, durante i seminari o nelle sessioni di consulenza relazionale, il termine Spiritualità apparire come un contenitore vuoto, un concetto vago usato per giustificare la più che legittima aspirazione a una migliore qualità di vita, magari di una nuova e gratificante relazione sentimentale o di un lavoro più soddisfacente.

 

In questa Sessione ci proponiamo di riflettere su cosa significhi Crescita Personale, Consapevolezza e Spiritualità, e su quale sia la connessione che lega questi aspetti.


La Crescita Personale

La Crescita Personale è un bellissimo viaggio, forse l’unico viaggio che nella vita non deve mancare

 

Quando si parla di “Crescita Personale”, “sviluppo della Coscienza e della Consapevolezza” si descrive un Processo che, attraverso diversi stadi, permette alla Persona di affrontare gli eventi del quotidiano con minor fatica, di realizzare il proprio potenziale umano e infine di dare un senso alla propria Esistenza.

 

Attraverso questo Processo si diventa gradualmente autentici, integri, responsabili e realizzati.

Tramite l'aver imparato ad ascoltare i messaggi trasmessi attraverso il corpo dalle percezioni, o pervenuti dalle sensazioni relative alle varie situazioni, senza trascurare gli aspetti cognitivi, ci si orienta con maggior sicurezza e serenità negli accadimenti della vita.

Ci si apre alla relazione, alla capacità di accogliere il diverso da sé, l’imprevisto, il cambiamento, come parti del progetto della nostra vita, a volte misterioso, a volte difficile, o miracoloso del quale siamo comunque co-creatori.

Si incontra una qualità di Amore slegato dal bisogno, dalla dipendenza, dal giudizio e dal possesso, ma ricco di passione, radicamento e gratitudine.

 

Diventa così più facile e frequente abitare quello spazio interiore definito “Sé”.

Questo è uno spazio dove impariamo a scegliere ciò che vogliamo pensare, vivere emozioni intense senza esserne travolti, affrontare gli eventi della vita con atteggiamento positivo, non soffrire per sensi di colpa, avere più calma ed energia.

In una parola a essere Integri.

 

Detto Percorso può svilupparsi in varie modalità: singolarmente o in gruppo, con l'aiuto di letture o di uno psicoterapeuta, di un counselor, di una guida spirituale, di uno sciamano, ecc. ecc.


La Consapevolezza

Questo paragrafo si propone di definire meglio la Consapevolezza perché non rimanga una parola priva di significato usata, troppo sovente o in modo inappropriato.

Talvolta il termine Consapevolezza viene confuso con altri sinonimi riguardanti la conoscenza, mentre la Consapevolezza non è un sapere ed è diversa anche dalla conoscenza intellettuale.

 

La Consapevolezza è l’esperienza di come la comprensione di più elementi diventi interiore, profonda, perfettamente armonizzata in una situazione di integrità e coerenza.

 

Potremo ancora descrivere la Consapevolezza come la competenza di sapersi orientare nella vita di tutti i giorni mettendo in atto comportamenti il più spesso possibile guidati dalla nostra capacità di essere coerenti, creativi, privi di pregiudizi pronti cioè a rispondere con autenticità agli eventi.

 

La Consapevolezza richiede una Competenza generata da conoscenze e abilità che la determinano:

  • conoscenza: sapere che abbiamo pensieri ed emozioni, ma non siamo i nostri pensieri e le nostre emozioni, che possiamo non identificarci con il nostro Carattere frutto dei nostri Vissuti.
  • abilità: attivare il Testimone che avremo allenato con la pratica di diverse Tecniche di Meditazione per essere in grado di rimanere nell'osservazione di ciò che accade dentro e attorno a noi
  • competenza:  la capacità discernere, di saper scegliere e prendere decisioni tenendo conto della nostra Indole e di tutte le informazioni ricevute grazie alla Presenza, siano esse logiche o analogiche, nate cioè dal nostro intelletto o dalla nostra intuizione e sensibilità.

la Presenza è una condizione essenziale per la Consapevolezza, intendendo per Presenza la capacità di abitare il presente: non essere proiettati a immaginare cosa dovremmo fare in futuro o ancorati a cosa ci sia successo in passato, ma vivere con totalità ciò che sta accadendo internamente e attorno a noi in quel preciso momento (qui ed ora).

Presenza è “sentire” nel presente, osservare fenomenologicamente ciò che accade in noi e nell’ambiente mantenendo una sospensione di giudizio, prendendoci il tempo necessario all’ascolto e all'osservazione delle nostre percezioni, sensazioni, emozioni e pensieri.

Indispensabile per fare ciò sono i corretti atti respiratori che ci portano in contatto appunto con i nostri sensi ed il nostro vissuto emotivo.

 

Una volta consolidata la Presenza e la Consapevolezza possiamo scegliere, in base agli elementi che abbiamo a disposizione e decidere i nostri pensieri e le nostre azioni delle quali saremo così in grado di assumerne pienamente la responsabilità.

 

Dalla Consapevolezza nasce l'etica, la compassione, la misericordia e i più nobili sentimenti umani.

La Consapevolezza del rischio non frena, ma rende accorti, la Consapevolezza delle proprie capacità orienta ed entusiasma, la Consapevolezza del dolore rende compassionevoli e gentili, la Consapevolezza di essere amati rende invulnerabili.

La consapevolezza è la capacità di osservare e comprendere la realtà per come è davvero, al di là dei nostri schemi mentali, dei pregiudizi e dei nostri punti di vista.

Senza Consapevolezza non c'è Libertà.

 

La Consapevolezza si manifesta a livelli diversi: dal più elementare all'Illuninazione.

La Consapevolezza di base di ogni essere umano è quella di sapere di esistere, sapere che esiste la morte, avere percezione del proprio corpo.

La competenza nell'ascolto di noi apre alla Consapevolezza delle nostre sensazioni, percezioni, emozioni, pensieri, e al sapere distinguere le une dagli altri.

L'elaborazione di quanto ci è accaduto, di come siamo cambiati, di quale futuro ci sta davanti è un passo fondamentale.

Ci permette di accedere alla Consapevolezza di chi siamo, di quale sia la nostra Indole, di quali siano le nostre aspirazioni ed i nostri talenti, di che "piano di volo" vogliamo per noi.

La Consapevolezza forse più profonda è quella di percepire una Coscienza Olistica, sentire cioè di far parte di un insieme più grande e interconnesso.

La Consapevolezza di ciò che sono: un'Anima Incarnata.

 

“Noi non siamo esseri umani che vivono una esperienza spirituale. Siamo esseri spirituali che vivono una esperienza umana.”

Pierre Teilhard de Chardin


La Spiritualità

Dal nostro punto di vista, la Spiritualità è la ricerca di ciò che esiste oltre ai meri confini umani e del percepibile con i comuni cinque sensi.

Questa ricerca è insita nell’animo umano: Il movimento culturale tedesco definito ‘Sturm und Drang’ (tempesta e inquietudine, battaglia - 1765/1785) descrive bene questo concetto: la costante tensione dell'uomo tra la percezione del proprio limite terreno e l'aspirazione all'eterno e all'infinito.

 

Si può decidere di affidare la propria personale ricerca spirituale principalmente a tre modalità: 

il rispetto, il credere, lo sperimentare.

 

Il rispetto per il Mistero dell'Esistenza e della Vita ci porta a comprendere e accettare che, dal punto di vista di esseri umani, non ci è possibile accedere a una comprensione esaustiva dell’Universo che ci circonda.

In questo caso la nostra Spiritualità sarà intrisa di stupore e gratitudine.

 

Nel credere confluiscono tutte le Religioni e tutte le Teorie che tentano di dare spiegazioni in merito al fatto che, oltre alla materia tangibile, oltre a tutto ciò che viviamo e percepiamo ogni giorno, ci sia un livello Spirituale di Esistenza dal quale la materia tragga vita, intelligenza e lo scopo di esistere.

Potremmo dire che il credere è consolatorio, tradizionale, consolidato, apparentemente oggettivo.

Il credere viene rafforzato da riti e scenografie che tendono a far percepire al credente sensazioni di pace e a rafforzare il credo stesso attraverso abitudini, impegno, disciplina, talvolta anche sacrificio.

 

Nello sperimentare non possono esistere certezze oggettive, ma solamente percezioni soggettive spesso molto difficili da esprimere a parole.

Lo sperimentare è in molti casi più recente come approccio, meno conformista, meno sicuro, spesso lascia il ricercatore nella confusione.

Lo sperimentare richiede che i sensi siano espansi al massimo grado per percepire di più, qualcosa oltre la materia; richiede presenza, sensibilità, consapevolezza, capacità di ascolto.

 

Sono tutte forme di ricerca, tentativi di dare spiegazioni a ciò che da secoli l’uomo cerca di comprendere.

Non esprimiamo alcun giudizio in merito a quale di queste modalità sia meglio di altre, possono anche serenamente coesistere, quello che per noi è importante sottolineare è come non ci debba essere confusione e manipolazione tra Spiritualità e Crescita Personale, Sviluppo/Evoluzione della Coscienza.

Può infatti succedere che il termine Spiritualità sia strumentalizzato per dare l'illusione di poter risolvere i temi che ci turbano spostandoli su un piano "superiore". E' il caso della sublimazione.

Si genera allora confusione: la Persona viene indotta a pensare che se "diventerà più spirituale" la sua vita migliorerà automaticamente e magari sarà capace di creare una realtà migliore.

 

Se attribuiamo ciò che ci capita al Karma, alle vite precedenti, o a insegnamenti che si devono apprendere, allora sarà possibile relativizzare i nostri Vissuti, ottenere un effetto consolatorio, ridurre le paure e ad avere più fiducia o rassegnazione.

Possiamo ricorrere ai tarocchi, ai cristalli, alle rune, o mettere in atto una serie di riti e pratiche per alleviare la nostra ansia o la nostra tristezza.

Dalle più antiche tradizioni provengono una vastissima serie di approcci, metafore e tecniche olistiche e di meditazione finalizzate al raggiungimento di un equilibrio interiore attraverso modalità che potremmo definire spirituali.

Sono tutti ottimi strumenti per sviluppare nuove sensibilità, capacità di ascolto sottile, una Consapevolezza più profonda o anche una comprensione in merito al modo in cui ci stiamo muovendo nel mondo.

Se però veniamo indotti a credere di poter risolvere i temi che nella vita ci creano disagio o frammentazione solo attraverso queste teorie o approcci ci allontaniamo dal prendere in carico la responsabilità della nostra vita.

 

Riteniamo probabile che quando, attraverso un Percorso di Crescita Personale, si conoscano le proprie modalità di relazione, si sia in grado di orientare le proprie scelte di vita, di decidere i pensieri che si vuole pensare, di osservare le emozioni e viverle intensamente senza esserne destabilizzati, si possa sviluppare una Consapevolezza in grado di sostenere meglio una Ricerca Spirituale. 

 

Abbiamo detto che la Spiritualità può essere descritta come la tensione dell'uomo tra la percezione del proprio limite terreno e l'aspirazione all'eterno e all'infinito. In questa tensione ci è però dato di rilassarci.

Potremo intendere la Spiritualità non come un modo di essere, ma come un modo di camminare: avere buone relazioni, gioire della vita e contemporaneamente nutrire interesse e curiosità verso il non tangibile, l’Immateriale, l’Etereo, l’Infinito, portare il Paradiso in Terra, rispettando la sacralità del nostro corpo e del pianeta che abitiamo.


Il Processo di Crescita Personale e Sviluppo della Coscienza

“Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.” 

Mahatma Gandhi

 

L’evoluzione della Coscienza è un Processo, un Percorso che prevede diverse tappe, percorribili per ognuno con tempi differenti.

Ogni tappa ci condurrà a un diverso stato di Coscienza che sarà rivisitato e aggiornato costantemente durante il nostro cammino di vita.

 

Il punto di partenza di questo viaggio che abbiamo chiamato “Crescita Personale” è lo stato di coscienza ordinario, quella situazione in cui si ha poca o nessuna Consapevolezza di se stessi e si è pressoché completamente proiettati all’esterno.

È uno stato di separazione fra noi e il mondo.

Gli altri rappresentano l’elemento a cui spesso dare la colpa di ciò che ci accade.

La mente è la nostra padrona, contiene tutte quelle idee fisse e stereotipate che ci permettono comunque di camminare bene o male nella nostra vita.

Il passato ingombra sempre, o molto spesso, il presente e il futuro.

Ci consolano i beni materiali, anche se per poco tempo.

Le emozioni ci disturbano, sovente ne abbiamo paura e comunque poca familiarità.

Viviamo in funzione degli altri cercando amore e riconoscimento ma, quando arriva, non ne sentiamo il nutrimento.

Potremmo continuare per ore a descrivere le situazioni disfunzionali che caratterizzano lo stato di coscienza ordinario, ma riassumiamo dicendo che in questa situazione la vita ci scorre accanto come un film di cui non siamo registi, ma solo attori o comparse.

 

Abbiamo sentito parlare di Crescita Personale, di Spiritualità e allora, ancora con il nostro solito approccio del “sono fatto così”, ci rivolgiamo alle innumerevoli offerte che troviamo su internet, o in un Centro Olistico, opprue a un più rassicurante intervento psicologico per capire.

Non molto tempo fa avremmo dovuto raggiungere almeno un Monastero.

 

Se siamo attenti, fortunati, o semplicemente pronti, incontreremo Persone che con i più disparati approcci, metodi, o tecniche, per prima cosa ci diranno che non c’è nulla da capire, ma molto da comprendere, cioè da far scendere nell’esperienza corporea ed emozionale.

 

Le fasi del Percorso di Crescita Personale

Per motivi puramente didattici dividiamo il processo di Crescita Personale in varie fasi, ben sapendo che esse sono solo in parte propedeutiche e che spesso ci ritroveremo a passare, anche in un solo giorno, da una all’altra.

 

1) Fase dell’osservazione

Il Percorso di “Crescita Personale” inizia con il Processo di osservazione: attraverso le tante Tecniche di Meditazione, lo Yoga, lo Shiatsu, e altre mille discipline antiche e moderne atte a generare rilassamento e a sviluppare l’attenzione e l’ascolto impariamo che noi non siamo i nostri pensieri, o le nostre emozioni; che la nostra mente è importante, ma non è l’unica bussola con cui navigare nella vita; che possiamo fidarci delle nostre percezioni e sensazioni.

 

Gradualmente riconosciamo le nostre necessità, i nostri diritti umani, i nostri desideri, i sogni e identifichiamo ciò che ci ha allontanato da tutto questo.

Inizia così a svilupparsi dentro di noi quello che definiamo il Testimone, un osservatore attento, non giudicante, fenomenologico, (la fenomenologia descrive i fenomeni, le cose e le loro interrelazioni senza investigare le cause che li determinano) accogliente che permette l’inizio del processo di disidentificazione.

 

2) Fase della disidentificazione e della integrazione

In questa fase, gradualmente e a volte con difficoltà, lasciamo andare quelle che sono le nostre idee fisse su come dovrebbero andare le cose, il giudizio nostro e altrui, gli introietti con cui siamo stati allevati e favoriamo il processo di integrazione.

Comprendiamo che la vita non è come dovrebbe essere. È quella che è. Il modo in cui la si affronta fa la differenza.

Rivisitando la nostra storia personale da un punto di vista nuovo, diventiamo capaci di accogliere anche quelle parti di noi che non ci piacciono troppo, di accettare il passato per quello che è stato sapendo che il presente e il futuro possono essere altra cosa.

Sono le fasi in cui incontriamo la paura, la confusione, la destabilizzazione e le resistenze.

Per attraversarla si richiede coraggio e determinazione.

Di grande aiuto è il percorrere questa fase in compagnia di altre Persone con il medesimo intento: il Gruppo, un posto sicuro dove condividere e contemporaneamente insegnare e imparare.

 

3) Fase della accettazione

Le precedenti fasi sfociano nel processo di accettazione, quella situazione in cui può avvenire il perdono e la pacificazione con i nostri vissuti e con le Persone che hanno costellato il nostro passato.

E' il momento in cui riusciamo a vedere come, anche gli episodi che ci hanno fatto soffrire, abbiano contribuito a fare di noi ciò che siamo oggi.

Questa è la fase di graduale riconoscimento della nostra storia personale come unica, alla quale dare il valore che le spetta per poi lasciarla andare e muoverci nel presente con rinnovata fiducia.

Usciamo finalmente dal ruolo di vittima per entrare in quello di protagonisti.

 

4) Fase della Consapevolezza

Liberati dai nostri preconcetti e raggiunto questo stato di equilibrio, entriamo in nuove esperienze con curiosità, creatività, sostenuti da una Presenza sempre più costante.

La nostra qualità di Amore è cambiata: proviamo Amore per l’essere che siamo, sappiamo riconoscere nel prossimo, con misericordia, (letteralmente ricordandoci delle nostre miserie) parti di noi e ciò ci induce a essere meno giudicanti, più comprensivi.

La Consapevolezza di chi siamo fa si che i nostri confini siano chiari, ben identificati ma flessibili, adattabili alle mutevoli situazioni.

Ci è chiaro il concetto di responsabilità: farsi carico delle conseguenze delle nostre azioni.

Riconosciamo i nostri talenti e le nostre fragilità, sappiamo di poter cadere, ma siamo in grado di rialzarci più velocemente.

Conosciamo gli effetti della paura e siamo in grado di scegliere di stare nella fiducia.

Il nostro stile di vita è diventato semplice, sobrio e nel contempo ricco; spesso ci sentiamo pieni di gratitudine.

Tutto questo, con buona probabilità, genererà buone relazioni con noi stessi, con il prossimo e con tutto il Sistema che ci circonda.

 

5) Fase di consolidamento della Consapevolezza

Per tutta la vita, ci saranno sempre prove per permetterci di vedere quando perdiamo il nostro Centro e ci accorgeremo di quanto sia importante un respiro profondo per ritrovare la nostra integrità e coerenza.

 

6) Fase dell’irradiazione

Nasce così in noi il desiderio di irradiare intorno quella “luce” che sentiamo di avere dentro: entriamo nella fase della comunicazione.

Desideriamo trasmettere ad altri lo stato di benessere che viviamo. Potremo scegliere di farlo in infiniti modi: con il nostro lavoro, con la nostra arte, con il metterci al servizio di un disegno globale di sviluppo ed evoluzione della Coscienza collettiva.

Di solito, sentita questa pulsione, inizia una ricerca che può sfociare in un progetto formativo: che sia un Corso o un’esperienza, si attiva in ogni caso la volontà e la necessità di apprendere modalità adatte a condividere lo stato di pienezza che proviamo con altri.

 

7) Fase della trascendenza

È una fase che in qualche momento tutti raggiungiamo almeno una volta nella vita.

Può accadere di fronte a uno spettacolo della natura, quando siamo artefici o testimoni di un gesto estremo, eroico, per un evento inaspettato, nell'innamoramento, in un orgasmo…

Quando si è ampliata e sviluppata la Coscienza e la Consapevolezza questo stato dell’essere è più facilmente e frequentemente  raggiungibile.

Le parole non sono adatte a esprimere questi attimi, diremo soltanto che è la semplice sperimentazione dell’Essere, l’esperienza del Tutto.


Esercizio 2

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