Integrative Holistic Body Emotional Sistem

Sessione 4


I Vissuti

Attorno al Sé, poco alla volta, si forma il primo strato dell’Io: lo strato dei Vissuti che contiene sia gli accadimenti gratificanti che le vicende che hanno generato soffrenza e frustrazione. 

 

In questa zona sono anche custoditi gli insegnamenti ricevuti, gli introietti e le emozioni represse che si sono generate a seguito dei Vissuti che l'esistenza ci ha proposto.

I Vissuti sono connessi al contesto famigliare prima e socio-culturale poi nel quale siamo cresciuti e viviamo.

Quando parliamo di Vissuti, nel Metodo Ihbes®, descriviamo quei momenti della nostra vita connotati da importanti stati emozionali e sentimentali che hanno generato le idee che abbiamo sul mondo, sulle relazioni, su noi stessi e sul prossimo.

Come vedremo è dai Vissuti che, se non elaborati, si originano le idee fisse e le credenze limitanti

 

È bene specificare che la risultante emozionale di un Vissuto è soggettiva.

Non ci sono episodi importanti e altri meno, dipende da come la Persona vive una determinata situazione e il modo in cui la vive risente di infinite varianti che trovano spiegazione solo nella soggettività di ciascuno.

 

I vari Vissuti, nella loro infinita diversità, anche se apparentemente del tutto "normali", a fini puramente didattici, possono comunque essere classificati in:

  • Vissuti di piacere;
  • Vissuti di abbandono;
  • Vissuti di invasione.

Vediamo nel dettaglio le varie modalità di comportamento che ne possono derivare.

Siamo consapevoli di fare una generalizzazione con il fine di spiegare il concetto. Starà poi a te declinare, con tutte le sfumature del caso, quanto descritto.

 

Vissuto di piacere - Tendenza a ricercare situazioni gratificanti

quando incontriamo dei Vissuti che hanno prodotto piacere, soddisfazione, riconoscimento, gioia, felicità, etc. è sicuramente buona cosa, di contro detti Vissuti generano l'idea che questi stati d'animo debbano ritornare frequentemente nella nostra vita, siano da ricercare con assiduità.

In molti casi la convinzione che si debba essere felici, appagati, coinvolge anche i nostri cari, partner, figli, amici.

Così rimaniamo frustrati quando li percepiamo scontenti o annoiati.

La convinzione di fondo è "si deve stare bene".

Il nostro modo di stare al mondo sarà caratterizzato da:

  • grande senso estetico e amore per il bello;
  • raffinatezza e carisma, precisione e impegno;
  • ma anche
  • una ricerca costante di emozioni appaganti e paura di perdere il benessere raggiunto;
  • la frase chiave è “per me voglio di più”;
  • senso di colpa nel non sentirsi felici e facilità a sentirsi annoiati;
  • molto impegno per meritare il successo;
  • l'idea che la vita abbia valore solamente quando va tutto bene;
  • facilità di depressione di fronte agli insuccessi;
  • talvolta diamo alla forma più valore del necessario;
  • abbiamo molta cura del nostro corpo e talvolta tendiamo a essere ipocondriaci.

Vissuto di abbandono - Tendenza a trattenere persone e cose

Se riteniamo di essere stati "abbandonati", o abbiamo conosciuto la paura di venir abbandonati, lasciati, non considerati, non visti, traditi, svilupperemo la convinzione di fondo che “nessuno mi ama veramente”.

Il nostro modo di stare al mondo sarà caratterizzato da:

  • spiccata capacità di empatia, di solidarietà, affidabilità;
  • buona capacità di mediazione e di adattabilità;
  • ma anche
  • difficoltà a vivere la forza e la rabbia, scarsa assertività;
  • la frase chiave è “faccio quello che vuoi purché tu rimanga”;
  • non importa quanto riceviamo, non potrà mai soddisfare il vuoto che sentiamo dentro;
  • ci lasciamo guidare da desideri vaghi, indefinibili, provenienti spesso dal passato;
  • non abbiamo l’idea dei limiti/confini, né il concetto di “troppo vicino”;
  • siamo abitudinari, ci aggrappiamo a persone e cose: amici, cibo, vestiti, lavoro, sostanze, etc.;
  • tendiamo a sentirci vittime della situazione;
  • siamo molto sensibili a livello corporeo.

Vissuto di invasione - Tendenza a prendere distanza dai coinvolgimenti

Se abbiamo conosciuto la paura di essere “invasi”, dominati, controllati, sottomessi o lo siamo di fatto stati, svilupperemo la convinzione di fondo che “devo farcela da solo”.

Il nostro modo di stare al mondo sarà caratterizzato da:

  • predisposizione all'autonomia, buona autostima;
  • sicurezza, determinazione e coraggio;
  • ma anche
  • difficoltà a vivere l’affetto e tutti i sentimenti di tenerezza, non liberiamo facilmente i sentimenti del cuore;
  • la frase chiave è “sono quello che sono”;
  • stare soli non è un problema;
  • siamo emotivamente riservati;
  • abbiamo spesso necessità di nuovi stimoli, relazioni, ma ci è difficile approfondire e consolidare;
  • il nostro modo di essere è molto pratico, solido e sobrio;
  • ci piacciono le stimolazioni forti, a volte gli sport pericolosi;
  • abbiamo un corpo piuttosto rigido e una “corazza emozionale”.

Le Tendenze

I vari Vissuti svilupperanno in noi una Tendenza comportamentale e relazionale, cioè la predisposizione, in un derminato momento della nostra vita, a ricercare più piacere, a sentirci invasi o a sentirci abbandonati.

 

Sempre generalizzando, ad ogni tipo di Vissuto possiamo collegare Tendenza:

  • chi ha come dominanti Vissuti di piacere può sviluppare la Tendenza a non sentirsi mai soddisfatto pienamente e richiede a se stesso sempre qualcosa di più;
  • chi ha come dominanti Vissuti di abbandono può sviluppare la Tendenza a non vivere in autonomia, trova difficile contattare la sua rabbia e tende a rimanere anche in situazioni poco gratificanti;
  • chi ha come dominanti Vissuti di invasione può sviluppare la Tendenza a non vivere l’affetto e i sentimenti di tenerezza e raramente si concede di chiedere aiuto.

Tutte le Tendenze sono presenti in noi, il più delle volte contemporaneamente, in quanto abbiamo tutti provato Vissuti di piacere, abbandono, invasione, anche se certamente con intensità e modalità diverse.

Sebbene ci si possa riconoscere storicamente più in una Tendenza che in un altra, a seconda del momento di vita che stiamo attraversando, potremo mettere in atto comportamenti più affini ad una specifica Tendenza e di conseguenza riprodurre, nelle nostre relazioni, gli atteggiamenti tipici della stessa.

 

Per fare qualche esempio estremizzando un po':

  • se la mia Tendenza predominante è quella di sentirmi abbandonato potrò, inconsapevolmente, incolpare il partner di non essere a sufficienza presente anche se questo non corrisponde a oggettiva realtà.
  • Al contrario, se la mia Tendenza predominante è quella di sentirmi invaso, potrò scambiare un atteggiamento di attenzione nei miei confronti come violazione della mia privacy.
  • Se la mia Tendenza predominante è quella di stare nel piacere farò molta fatica e potrò irritarmi qualora il partner sia, anche solo al momento, poco disponibile a condividere una vacanza o una serata di baldoria.

A differenza dell'Indole, che è costante per tutta la vita, la nostra Tendenza può cambiare da periodo a periodo a seconda degli accadimenti che ci si presentano.

Alcune situazioni potranno metterci in contatto con la nostra Tendenza a sentirci invasi o abbandonati o, ancora, alla ricerca di piacere.

Conoscere le nostre Tendenze e sapere in che misura incidono nelle nostre relazioni diventa importante al fine di evitare, o risolvere rapidamente, la frammentazione che si manifesta quando una situazione ci appare come frustrante o dolorosa.

 

Sapere con quale Tendenza caratteriale siamo in contatto in un particolare momento è fondamentale per poterci prendere la responsabilità del nostro sentire e agire senza attribuire ad altri presunte colpe per comportamenti che ci urtano, non in quanto "sbagliati", ma solo perché diversi dal bisogno legato alla Tendenza che vorremmo veder soddisfatta in quel momento.

 

Una breve storiella.

Sabato mattina di primavera, giorno di vacanza per Luigi che si alza felice dal letto.

Dopo colazione dice a Maria, sua consorte: "Stamattina vado io a fare la spesa al supermercato, così tu puoi prenderti un po' di tempo per te".

Maria si sente grata a Luigi per questa sua improvvisa attenzione e Luigi è contento dell'approvazione della moglie.

Luigi entra nel supermercato e, di ottimo umore, compra un po' di tutto, anche cose superflue.

Arrivato al reparto detersivi per lavatrice gli è però difficile scegliere tra un prodotto in capsule e uno liquido.

Decide di mettere entrambi sul carrello e di chiedere in seguito delucidazioni.

Arrivato alla cassa, sempre di buon umore e con fare scanzonato, Luigi si rivolge alla cassiera dandole del tu, mentre sottolinea quante cose ha comprato, le chiede se sia meglio l'uno o l'altro prodotto.

La cassiera, che quella mattina era invece di pessimo umore per il turno di riposo che le era stato negato, risponde a Luigi in modo sbrigativo, quasi scortese: "Veda lei. Io sono qui per farla pagare, non per elargire consigli di educazione domestica..."

Luigi paga, esce dal supermercato, ma improvvisamente è come se il sole di primavera fosse stato oscurato da una nuvola.

Il buonumore è scomparso, il carrello è diventato pesante e, guardandolo, pieno di cose inutili.

Luigi avverte il suo corpo contratto, rigido e con un vuoto nello stomaco.

Si sente disorientato: senza un perché la magia di quel sabato di primavera è scomparsa.

Rientrato in casa, Maria lo accoglie con un sorriso al quale lui risponde secco: "È l'ultima volta! Di sabato andrai tu al supermercato. Io voglio un po' di tempo per me, lavoro tutta la settimana e ho il diritto di starmene in pace al sabato!"

Maria rimane basita replicando all'affermazione di Luigi.

Finiscono così travolti da una litigata furibonda che devasta tutto il loro fine settimana.

 

Cosa è successo in realtà: Luigi al momento ha più sviluppata la Tendenza a sentirsi abbandonato.

L'abbandono lo aveva già vissuto da piccolo quando era stato mandato in collegio.

Negli ultimi giorni, il trasferimento di alcuni colleghi d’ufficio lo ha fatto sentire più solo.

Sono piccole cose in fondo, ma la sua Tendenza a sentirsi abbandonato è in lui inconsapevolmente presente, sebbene Maria lo ami profondamente.

La banale scortesia della cassiera lo ha messo in contatto con il suo vissuto di abbandono e Luigi è andato in frammentazione. Come vedremo in seguito definiamo frammentazione quella situazione in cui un episodio genera in noi una risposta emozionale sproporzionata ed esagerata rispetto all'entità dell'episodio stesso.

Luigi, non riconoscendo il motivo del suo malessere, ne ha cercato la causa all'esterno, con il risultato di incolpare Maria e generando così un grande disagio relazionale.

 

Se Luigi avesse saputo ricondurre la frustrazione subìta a seguito dell'atteggiamento della cassiera, alla sua attuale Tendenza a sentirsi abbandonato, avrebbe potuto provare un sentimento di comprensione verso di lei.

Avrebbe potuto rispondere: "Mi dispiace che tu sia di cattivo umore, ma capisco che stare qui, mentre fuori è una giornata così bella, deve essere difficile".

Forse avrebbe ottenuto un sorriso dalla cassiera e non si sarebbe rovinato la giornata.

 

Ti è mai successo di vivere una situazione simile?

 

Quando siamo consapevoli della nostra Tendenza dominante potremo evitare frammentazioni derivanti dal non prenderci cura di essa.


Esercizio 4

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