Integrative Holistic Body Emotional Sistem

Sessione 6


Il Carattere

Nella Mappa del Metodo Ihbes® il Carattere è rappresentato dal secondo cerchio che si genera attorno al Sé.

Definiamo Carattere il comportamento relazionale che assumiamo per far fronte ai nostri Vissuti.

 

Il Carattere viene influenzato dal contesto famigliare prima e socio-culturale poi nel quale viviamo.

In un primo momento sono gli introietti, le convinzioni limitanti, unite alla Tendenza dominate e all'Indole che contribuiscono a

definire il modo di pensare e vedere il mondo e di conseguenza a generare il nostro Carattere.

 

Quando siamo inconsapevoli dell'esistenza del Carattere, del modo in cui si forma e si manifesta tendiamo a identificarci con quest'ultimo ritenendo di essere il nostro Carattere e non di avere un Carattere.

La frase tipica è "sono fatta/o così".

 

Con il tempo le strategie caratteriali utilizzate tendono a cristallizzarsi per soddisfare la legge del risparmio di energia: la nostra mente ama le soluzioni "economiche". (con economiche vogliamo intendere quelle risposte automatiche che non richiedono l'elaborazione di soluzioni nuove e non prevedono l'uscita dalla zona di comfort.)

Il Carattere diventa così una rigida corazza con la quale affrontiamo, spesso in modo disfunzionale, tutti gli eventi della vita. 

 

Il Carattere ha l'importante scopo di permetterci di avere delle modalità relazionali da utilizzare nelle varie situazioni della vita.

Queste modalità relazionali possono essere più o meno funzionali a seconda che si originino da idee rigide, fisse, da introiezioni o convinzioni limitanti oppure da punti di vista e opinioni flessibili in grado di produrre risposte creative.

 

Ovviamente in base alla nostra Indole e alla tendenza predominante il Carattere può avere infinite sfumature, anche se, come vedremo, i vari aspetti sono riconducibili a un certo numero di atteggiamenti relazionali facilmente identificabili.

 

Con un percorso di Crescita Personale possiamo scegliere se continuare a utilizzare inconsapevolmente le nostre idee fisse e rimanere condizionati dai nostri introietti, oppure permettere alle nostre idee di divenire flessibili.

Possiamo cioè cambiare punti di vista e opinioni e decidere se, quanto ci è stato tramandato e insegnato, in base alla nostra esperienza, sia qualcosa che facciamo nostro o rifiutiamo.

Questa scelta influenzerà in modo significativo il nostro Carattere, il nostro modo di entrare in relazione con l’ambiente.

 

Vediamo quale può essere la differenza tra le manifestazioni del Carattere quando esso sia originato da idee fisse e introietti oppure da idee flessibili e creative.

Nel disegno sono rappresentate a destra le modalità relazionali derivanti da idee fisse e a sinistra quelle derivanti da idee flessibili.


Il Carattere disfunzionale

Se, nell’adolescenza e nel periodo successivo, le nostre idee si cristallizzano diventano ben presto credenze o convinzioni limitanti e depotenzianti.

Finiamo con lo sviluppare preconcetti sulle cose, su come dobbiamo essere, fare, relazionarci, su come devono comportarsi gli altri, ecc. ecc.

Diventiamo così piuttosto giudicanti e valutiamo partendo dalla nostra logica, da ciò che riteniamo giusto o sbagliato, bianco o nero.

Sviluppiamo il controllo a discapito della fiducia.

Abbiamo confini rigidi nelle convinzioni e nelle opinioni.

In questa modalità ci è difficile vivere nel presente, spesso diamo troppo valore a ciò che ci è successo nel passato o riteniamo che la soluzione sia nel futuro.

 

Sempre a livello puramente didattico descriviamo qui i tratti di carattere che si sviluppano da questa situazione.

 

Tratto me stesso e gli altri come oggetti

Lontani dal nostro Sé, in quanto imprigionati nelle trappole della mente e calati profondamente nel vivere frenetico dei nostri tempi, non riusciamo a nutrire per noi stessi e per gli altri un reale sentimento di amore, amicizia, solidarietà e trattiamo gli altri e noi stessi come oggetti.

Con distacco più o meno celato, cerchiamo di raggiungere i nostri obiettivi, spesso piuttosto materiali, in cui riteniamo stia la nostra soddisfazione, manipolando il prossimo e richiedendo a noi stessi sforzi e impegno "stacanovista" per raggiungere i risultati che ci siamo prefissati.

Frasi tipiche: "Devo fare questa cosa" - “Quando sarà finito questo periodo…”

 

Più o Meno

Avendo una stima poco chiara o realistica delle nostre qualità e dei nostri limiti siamo incerti rispetto all'immagine di noi che desideriamo presentare al mondo.

Non ci fidiamo di presentarci semplicemente come siamo e per questo motivo sentiamo la necessità di dare di noi un'immagine più "splendente" o, a seconda dei casi, più dimessa di noi stessi.

Frasi tipiche: "Si però non so se proprio io sono all' altezza..." oppure "Io ho già fatto questa cosa in passato e..."

 

No automatico

E’ questo uno dei tratti del Carattere disfunzionale che comprende moltissimi atteggiamenti relazionali apparentemente diversi.

Non siamo in grado di trovare compromessi e rifiutiamo in toto una possibilità per mantenere fede alla nostra idea di come dovrebbe andare una certa situazione.

Diventiamo aspramente critici o svalutanti rispetto ad un atteggiamento del prossimo senza fermarci a valutare il punto di vista dell’altro.

Usiamo il silenzio come un arma per evidenziare il nostro disappunto senza prenderci la responsabilità di confutare o argomentare.

Diciamo No alla possibilità di una mediazione, sia rifiutando esplicitamente che, più spesso, sabotando l’intero progetto.

Anche quando accettiamo di sottoporci a una disciplina o di farci dare una mano per elaborare un nostro tema, o addirittura quando chiediamo noi un consiglio o aiuto, la nostra parte ribelle trova sempre il modo di rifiutare la regola o il suggerimento.

In sostanza abbiamo l'idea che nessuno ci possa veramente essere di aiuto e che nel nostro "particolarissimo" caso non ci sia proprio nulla da fare.

Rifiutiamo o banalizziamo i consigli anche quando provengono da persone che amiamo. Nessuno ci può dire come fare o non fare, abbiamo delle certezze assolute in merito a come dovrebbero andare le cose e troviamo sempre buone ragioni per dire di No.

Frasi tipiche: "Sì ma" - "No adesso..." - "Sì però" – “Non è possibile fare in questo modo…” - "Certamente"

 

Né troppo vicino né troppo lontano

Siamo sempre in una continua oscillazione in ogni rapporto.

Quando non conosciamo la vibrazione con cui ci relazioniamo con l’ambiente e siamo ignari delle percezioni corporee che detta vibrazione genera, i nostri rapporti non saranno guidati da quel benessere corporeo che, senza bisogno di parole, ci indica istintivamente qual è la distanza giusta.

A volte viviamo un semplice distacco come abbandono e la gentilezza come invadenza.

Non siamo in grado di ascoltare le nostre percezioni e sensazioni e non potendoci fidare di noi stessi siamo indecisi nelle scelte e nelle relazioni.

Sentendoci vittime della snervante altalena del né troppo vicino né troppo lontano riusciamo a rimandare sempre un possibile cambiamento.

Frasi tipiche: "Troppo piano"- "troppo forte"- Troppo presto o troppo tardi- "non è il momento giusto”- "le circostanze non sono adatte"- “non sono ancora pronto/a” - "Non so decidere se..."

 

Separato da corpo, emozioni e da sentimenti

La conseguenza della sordità con cui ci ostiniamo a considerare la nostra voce interiore, le nostre percezioni, le emozioni, i sentimenti, ci condurrà a essere separati anche dalla nostra dalla vitalità.

Non riusciamo ad avere un autentico contatto con gli altri, ci isoliamo.

Frustrati da questa situazione, spesso tendiamo a sublimare i nostri stati d'animo, cercare consolazione leggendo i nostri Vissuti secondo teorie esoteriche: "Il mio oroscopo dice che...", "Vado a fare un corso di Tarocchi..."

Cerchiamo in sostanza fuori di noi le risposte alle domande che sentiamo pressanti, ma alle quali non concediamo il tempo di vibrare così forte dentro di noi fino a far emergere una nostra autentica risposta.

 

Riassumendo da Idee fisse e introietti si sviluppano i tratti di Carattere:

  • tratto me stesso e gli altri come oggetti;
  • più o meno;
  • no automatico;
  • né troppo vicino né troppo lontano;
  • separato da corpo, emozioni e sentimenti

Il Carattere funzionale

Il Carattere diventa funzionale quando ci permettiamo di avere idee flessibili.

 

A un certo punto della vita, quando ci rendiamo conto che molti nostri comportamenti generano infelicità e frustrazione, possiamo decidere di mettere fine a questa situazione, cominciando a rivedere le nostre posizioni rispetto a ciò che ci è accaduto e continua ad accaderci.

Attraverso un Percorso di Crescita Personale (ci sono tantissimi modi di sviluppare questo Percorso) potremo gradualmente riconoscere gli itroietti che ci hanno condizionato, le nostre convinzioni limitanti, i preconcetti che guidano le nostre scelte e quindi sviluppare altri tipi di comportamento avere cioè un altro carattere, un nuovo modo di stare al Mondo.

 

Questi i tratti di carattere che si sviluppano dopo un percorso di Crescita Personale:

 

Riconosco le mie qualità di essere umano, la mia forza e la mia fragilità

Mi prendo cura di me e la smetto con il voler ricercare la performance a tutti i costi.

Mi concedo del tempo per stare in contatto con le mie emozioni e di accoglierle, ricerco il silenzio e, finalmente, in me stesso trovo nutrimento e pace.

 

Divento autentico

Non sento più il bisogno di mostrarmi diverso da ciò che sono, il giudizio degli altri non mi ferisce più.

Assaporo l’essenza unica che mi appartiene da sempre, dò finalmente valore alla sua unicità e di conseguenza a quella degli altri.

 

Conosco la mia Tendenza predominante

Quando ho compreso quale sia nel momento attuale la mia Tendenza dominante, cioè se ho più necessità di contatto o di più autonomia, o di ricerca del piacevole, posso comunicare queste mie necessità alle persone con cui sono in relazione e condividere le molte sfumature che incomincio a riconoscermi.

 

Rimango aperto a nuove possibilità

Sono in grado di accettare gli imprevisti e le contrarietà cogliendole anche come opportunità.

Mi apro con tutto me stesso alle infinite possibilità dell’Universo: "Come potrebbe essere meglio di così?"

Riconoscendo le mie paure e cominciando a trasformarle in fiducia, divento responsabile delle mie scelte.

 

Sono intimamente connesso con il mio Sé e fluisco nell'Esistenza

Sono in grado di diventare testimone del mio vivere, sento la vita appartenermi, mi avverto radicato in ciò che sono, nella totalità della mia vibrazione, vivo la Vita da dentro attimo per attimo, libero e curioso, di sperimentarla ogni giorno.

 

Riassumendo da Idee flessibili si sviluppano i tratti di Carattere.

  • Riconosco le mie qualità di essere umano;
  • divento autentico;
  • conosco la mia tendenza predominante;
  • rimango aperto a nuove possibilità;
  • sono intimamente connesso con il mio Sé e fluisco nell'Esistenza.

Esercizio 6

Scrivi su questo Form le tue risposte.
Nonostante lo spazio appaia limitato puoi scrivere anche un testo molto lungo.

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti